Diesel alle stelle, un'azienda su cinque rischia di chiudere

la provincia di Napoli emerge come uno dei principali poli logistici del Paese

A cura di Redazione
19 aprile 2026 19:00
Diesel alle stelle, un'azienda su cinque rischia di chiudere -
Condividi

Il settore dell’autotrasporto italiano attraversa una fase di forte difficoltà economica, segnata dall’aumento dei costi del carburante e da una crescente crisi di liquidità che, secondo gli analisti, potrebbe avere effetti pesanti sull’intero comparto nei prossimi anni.

Le stime dell’Ufficio studi della Cgia di Mestre indicano uno scenario critico: se il prezzo del diesel dovesse restare stabilmente sopra i 2 euro al litro fino alla fine del 2026, oltre 13mila imprese su circa 67.350 a livello nazionale potrebbero cessare l’attività. Si tratta di circa il 20% del settore, un’impresa su cinque.

In questo contesto, la provincia di Napoli emerge come uno dei principali poli logistici del Paese. Con quasi 4mila aziende attive, il territorio partenopeo guida la classifica nazionale per numero di imprese di autotrasporto, davanti a Milano e Roma. Una centralità che, però, si traduce anche in una maggiore esposizione agli effetti della crisi.

Il peso del carburante sui conti delle aziende è diventato sempre più insostenibile. Il gasolio rappresenta circa il 30% dei costi operativi e, rispetto all’anno precedente, si è registrato un aumento medio del 30,6%, pari a circa 0,50 euro in più al litro. Per un mezzo pesante con un serbatoio da 500 litri, il costo di un pieno supera oggi i 1.000 euro, con un aggravio significativo su base annuale.

Secondo le stime, un singolo camion può arrivare a generare una spesa annua superiore ai 76mila euro solo per il carburante, con un incremento di oltre 17mila euro rispetto all’anno precedente. Numeri che mettono sotto pressione soprattutto le piccole e medie imprese del settore.

La crisi si inserisce in un trend negativo ormai consolidato: nell’ultimo decennio l’Italia ha perso oltre 19mila aziende di autotrasporto, pari a una contrazione del 22,2%. Tuttavia, alcune aree del Mezzogiorno mostrano una maggiore resilienza. In Campania, ad esempio, la provincia di Caserta ha registrato un lieve aumento delle imprese attive.

Segui il Fatto Vesuviano