Carceri strette in Campania: 1600 detenuti in più rispetto alla capienza massima

Il report evidenzia inoltre che 1.306 detenuti sono in attesa di giudizio, mentre 5.834 hanno una condanna definitiva

A cura di Redazione
22 aprile 2026 19:00
Carceri strette in Campania: 1600 detenuti in più rispetto alla capienza massima -
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In Campania si conferma una situazione di forte sovraffollamento negli istituti penitenziari. Secondo la relazione 2025 del Garante regionale per le persone private della libertà, Samuele Ciambriello, i detenuti presenti sono 7.826, con un esubero di 1.653 persone rispetto alla capienza regolamentare di 6.173 posti.

Tra le strutture più critiche spicca la casa circondariale di Carcere di Salerno, con un indice di sovraffollamento pari al 162%, seguita da Carcere di Benevento con il 154% e da Carcere di Poggioreale con il 134%.

Il report evidenzia inoltre che 1.306 detenuti sono in attesa di giudizio, mentre 5.834 hanno una condanna definitiva. Tra questi, 900 devono scontare pene inferiori a un anno e 302 inferiori a sei mesi. Nel corso del 2025 si sono registrati 21 decessi, di cui 6 suicidi all’interno degli istituti penitenziari e uno nella Rems di San Nicola Baronia.

Particolarmente allarmante, secondo Ciambriello, è la presenza di detenuti con problematiche legate alle dipendenze: il 27,15% del totale è tossicodipendente, mentre 482 persone presentano disturbi psichici.

Cresce anche l’attenzione sulla devianza minorile. Nel 2025 sono stati registrati 21 casi di omicidio e 101 di tentato omicidio tra adolescenti. Gli uffici del servizio sociale per i minorenni hanno preso in carico complessivamente 2.490 giovani, di cui 1.085 tra i 14 e i 17 anni e 1.405 tra i 18 e i 25 anni. Negli istituti penali minorili di Nisida e Airola risultano presenti 159 ragazzi.

Sul fronte della popolazione femminile, le detenute sono 391, di cui 52 straniere. Il Garante ha lanciato un appello alle istituzioni regionali per rafforzare il personale socio-sanitario e ampliare i percorsi formativi e lavorativi interni ed esterni.

Attualmente i detenuti lavoranti sono 2.106, ma solo 202 sono ammessi al lavoro esterno e 174 in regime di semilibertà. «La sfida – ha sottolineato Ciambriello – è ridurre la recidiva attraverso formazione, lavoro e percorsi di reinserimento, perché oggi circa il 75% dei detenuti torna in carcere dopo la pena».

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