Anna e quel rosario tra le mani: "Si sentiva soffocata dai tre figli"
I primi a intervenire sono stati gli operatori del 118 e le forze dell’ordine
«Si sentiva sopraffatta dalla gestione dei tre figli, arrivati uno dopo l’altro in un arco di tempo molto breve». È il racconto di don Vincenzo Zoccoli, guida della Chiesa del Santissimo Salvatore, che ha ricordato così Anna Democrito dopo il dramma che ha scosso profondamente Catanzaro. La donna, infermiera di 46 anni, nella notte tra il 21 e il 22 aprile si è lanciata dal terzo piano della propria abitazione insieme ai tre figli. Due dei bambini, di appena 4 anni e 4 mesi, sono deceduti sul colpo. La figlia maggiore, di 6 anni, è stata trasferita d’urgenza a Genova, dove resta ricoverata in condizioni gravissime.
In casa, al momento dei fatti, si trovava anche il marito, che stava dormendo. Svegliato dal rumore, è corso in strada nel tentativo di prestare soccorso, trovandosi davanti a una scena drammatica.
I primi a intervenire sono stati gli operatori del 118 e le forze dell’ordine, che hanno descritto un quadro sconvolgente. La donna è stata trovata priva di vita, con un rosario stretto tra le mani. In un primo momento, uno dei bambini più piccoli è stato scambiato per un bambolotto, segno dello shock vissuto dai soccorritori.
Secondo quanto riferito da chi la conosceva, tra cui il parroco, Anna era molto attiva nella vita religiosa della comunità e svolgeva anche il ruolo di catechista. Dietro questa immagine, però, si celava una sofferenza interiore profonda, che si sarebbe aggravata negli ultimi tempi, in particolare dopo la nascita dell’ultimo figlio. Nonostante il supporto ricevuto e le cure prescritte, avrebbe interrotto il percorso terapeutico che le era stato consigliato.
L’intera città è rimasta profondamente colpita dall’accaduto e si prepara ora a vivere un momento di lutto collettivo in occasione dei funerali, mentre resta forte il dolore per una vicenda che ha lasciato sgomento e interrogativi.