Marito e moglie sfrattati dormono al cimitero

All’interno gli agenti hanno trovato effetti personali, prodotti per l’igiene, ventilatori, materassini e persino un cane

A cura di Redazione
19 marzo 2026 10:00
Marito e moglie sfrattati dormono al cimitero -
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Si conclude con un’assoluzione piena la vicenda della coppia di sessantenni che, rimasti senza lavoro e senza casa, avevano trovato rifugio nella camera mortuaria del cimitero di Reggio Emilia. Il giudice Michela Caputo ha pronunciato la formula «per non aver commesso il fatto», chiudendo definitivamente il procedimento per invasione di edificio pubblico.

Una storia di marginalità e sopravvivenza

I fatti risalgono al giugno 2023, quando alcuni cittadini segnalarono movimenti sospetti all’interno del cimitero di Cella. Dopo un primo controllo senza esito, nel mese successivo la Polizia locale ha scoperto la realtà: la camera mortuaria era stata trasformata in un alloggio di fortuna.

All’interno gli agenti hanno trovato effetti personali, prodotti per l’igiene, ventilatori, materassini e persino un cane. La coppia, composta da una donna di 63 anni e un uomo di 61, ha spiegato di essere arrivata a quella scelta dopo aver perso la casa a seguito di uno sfratto. Trovata la porta aperta, avevano deciso di stabilirsi lì, arrivando anche a sostituire la serratura per garantirsi un minimo di privacy.

Dalla tolleranza alla denuncia

In un primo momento, la situazione era stata gestita con un approccio conciliativo: era stato concesso ai due del tempo per trovare una sistemazione alternativa. Tuttavia, la permanenza si è protratta fino ad agosto, inducendo il Comune a presentare denuncia.

L’esito giudiziario

Il procedimento si è concluso il 17 marzo con l’assoluzione piena. Il tribunale ha stabilito che i due non hanno commesso il fatto contestato, mettendo fine a una vicenda che ha sollevato interrogativi non solo giuridici, ma anche sociali, legati alle condizioni di fragilità e all’emergenza abitativa.

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