Il cibo dell'antica Ercolano, c'era anche lo street food
Lo studio dei 300 scheletri di fuggiaschi ha fornito dettagli preziosi sulla dieta
Al Parco archeologico di Ercolano, l’itinerario tematico “I luoghi del cibo a Ercolano” offre ai visitatori un’esperienza immersiva nella vita quotidiana degli abitanti dell’antica città, distrutta insieme a Pompei dall’eruzione del 79 d.C. L’itinerario mostra non solo cosa mangiavano, ma anche dove acquistavano, preparavano e consumavano i cibi.
Thermopolia e taberna: la ristorazione nell’antichità
I turisti, guidati da esperti archeologi, visitano i Thermopolia, botteghe con orci in terracotta incassati nei banconi contenenti legumi e cereali, e le tabernae, veri e propri locali “fast food” dell’epoca, frequentati soprattutto dai lavoratori e dai meno abbienti. Interessante è anche il locale per la vendita di vino “ad cucumas”, con insegne che raffigurano brocche di diversi colori e relativi prezzi.
La dieta degli ercolanesi
Lo studio dei 300 scheletri di fuggiaschi ha fornito dettagli preziosi sulla dieta: pesce, frutti di mare, legumi, fichi, noci, olive, cereali e zuccheri. Le carie dentarie testimoniano il consumo di dolci, mentre le abrasioni indicano pane prodotto con farina macinata su pietra lavica. Nel Cardo V, il forno di Sextus Patulcius Felix mostra l’intero ciclo produttivo: dalla macinatura alla cottura e vendita del pane.
I pasti quotidiani nell’epoca romana
L’alimentazione era scandita in tre momenti principali:
Ientaculum – prima colazione con latte di capra, acqua aromatizzata o pane intinto in vino.
Prandium – pranzo a base di zuppe di legumi, cereali e pesce, consumato nelle tabernae.
Gustatio – cena, vero banchetto sul triclinium, accompagnato da musica, olive, frutta secca, carne, tortine con acciughe, datteri e fichi come dessert. Sui tavoli era spesso presente la larva convivialis, un piccolo scheletro in bronzo che ricordava di godere il momento conviviale.
Il lusso e l’otium
La Casa dei Cervi, con un giardino affacciato sul mare, testimonia la vita dei ceti abbienti, dove il triclinium all’aperto unisce architettura e paesaggio, raccontando il concetto di otium e i piaceri della tavola dei ricchi.
Mostra “Dall’uovo alle mele”
Il percorso del Parco archeologico si completa con la mostra “Dall’uovo alle mele. La civiltà del cibo e i piaceri della tavola a Ercolano”, allestita nella settecentesca Villa Campolieto in collaborazione con la Fondazione Ente Ville Vesuviane. L’esposizione arricchisce il racconto con reperti organici straordinariamente conservati, offrendo una prospettiva completa sulla cultura alimentare dell’antica Ercolano.