I genitori di 186 bimbi cardiopatici difendono il chirurgo del Monaldi
«Molti dei nostri bambini oggi respirano, sorridono e vivono grazie alla cardiochirurgia pediatrica»
Dopo la tragedia del piccolo Domenico Caliendo, il bambino morto in seguito a un trapianto di cuore fallito lo scorso 23 dicembre, arriva un appello firmato da 186 genitori di bambini cardiopatici che chiedono di fermare quella che definiscono una «gogna mediatica» contro il cardiochirurgo Guido Oppido.
L’intervento era stato eseguito presso l’Ospedale Monaldi di Napoli, uno dei principali centri italiani per la cardiochirurgia pediatrica.
L’appello dei genitori
Nel documento diffuso pubblicamente, le famiglie ricordano il ruolo fondamentale svolto negli anni dal reparto di cardiochirurgia pediatrica e dai medici che vi lavorano.
«Molti dei nostri bambini oggi respirano, sorridono e vivono grazie alla cardiochirurgia pediatrica», scrivono i genitori. «Sono medici che ogni giorno combattono una battaglia silenziosa contro il tempo e contro la morte».
Tra questi professionisti, sottolineano i firmatari dell’appello, per anni ha operato anche il professor Oppido.
«Un processo mediatico spietato»
Secondo i genitori, la narrazione che si è sviluppata dopo la morte del piccolo Caliendo rischia di trasformarsi in un «processo mediatico feroce» capace di travolgere non solo una persona, ma anche un’intera struttura sanitaria e il lavoro di un reparto da cui dipende la vita di tanti bambini.
«Dietro questa storia non ci sono soltanto titoli di giornale», spiegano le famiglie, «ma bambini fragili e cuori minuscoli che lottano per continuare a battere».
Il dolore delle famiglie
Nell’appello emerge anche la testimonianza diretta di genitori che hanno vissuto in prima persona il dramma delle malattie cardiache pediatriche.
«Siamo madri e padri che hanno guardato negli occhi la paura più grande: quella di perdere un figlio», scrivono. «Abbiamo trascorso notti intere nei corridoi degli ospedali, con il cuore fermo davanti alla porta della sala operatoria».
La richiesta: rispetto e verità
I firmatari chiedono che la tragedia del piccolo Domenico non venga trasformata in uno spettacolo mediatico e invitano a lasciare che siano le autorità competenti ad accertare eventuali responsabilità.
«Chiediamo rispetto, responsabilità e che la verità venga accertata nelle sedi giuste», concludono i genitori, «senza distruggere nel frattempo la speranza di chi oggi sta aspettando una cura».