Guide turistiche, protesta davanti agli Scavi di Pompei

«Si punta a fare cassa, ignorando la professione».

A cura di Redazione
04 marzo 2026 17:00
Guide turistiche, protesta davanti agli Scavi di Pompei -
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Scoppia la protesta dopo l’avviso del Parco archeologico su tour “Pompei civica” e “Pompei quotidiana”. Le guide denunciano: «Si punta a fare cassa, ignorando la professione».

Torna alta la tensione tra le guide turistiche operanti agli Scavi di Pompei. La scintilla è un avviso pubblicato sul sito ufficiale del parco archeologico, comparso domenica primo marzo, poi rimosso e modificato lunedì mattina, che promuove due itinerari, “Pompei civica” e “Pompei quotidiana”, della durata di un’ora e mezza e al costo di otto euro a persona, acquistabili presso le biglietterie degli scavi.

Secondo le associazioni di categoria, si tratta di vere e proprie visite guidate condotte però da personale non abilitato.

Le accuse delle guide turistiche

«Un servizio venduto dalle biglietterie e spacciato per iniziativa didattica», attacca Pietro Melziade dell’Associazione Nazionale Guide Turistiche. «Il metodo è lo stesso delle postazioni eliminate lo scorso 7 gennaio. Evidentemente la direzione del parco punta a monetizzare senza coinvolgere le guide abilitate. Dalla tutela allo sfruttamento il passo è breve e il danno è certo».

La presidente dell’Associazione Guide Turistiche Campania, Susy Martire, aggiunge: «C’è qualcosa che non va: giovedì scorso eravamo negli uffici del Parco per discutere dei tour, e il lunedì successivo sono stati attivati senza l’utilizzo di guide abilitate. L’apertura al dialogo era solo una messinscena?»

Le guide temono che questa decisione possa sfociare in un nuovo ricorso al Tar, dopo quello promosso all’indomani della chiusura delle postazioni all’interno degli scavi. L’udienza sulla richiesta di sospensiva è prevista per oggi.

Critiche all’organizzazione dei tour

Secondo Martire, le visite sono condotte da personale non abilitato, compresi addetti alle biglietterie che devono promuovere i servizi e custodi che guidano i visitatori nei cantieri di scavo.

«Ci chiediamo se questo sia il famoso “Pompei merita di più” sbandierato dal direttore», conclude la presidente. «Noi, alla luce di quanto stiamo vivendo, ne siamo invece certi: Pompei merita veramente di più».

L’intera vicenda evidenzia il contrasto tra le strategie del Parco archeologico e le richieste di tutela della categoria professionale delle guide turistiche, sottolineando un clima di crescente malcontento nel settore.

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