Domenico, il cuore è stato espiantato senza ferite

Intanto emergono le prime dichiarazioni pubbliche di due dei sette indagati per omicidio colposo

A cura di Redazione
03 marzo 2026 23:00
Domenico, il cuore è stato espiantato senza ferite -
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L’appuntamento per l’addio a Domenico è fissato per domani alle 15 nel Duomo di Nola. Si prevede una partecipazione massiccia e carica di commozione: in prima fila è attesa anche la premier Giorgia Meloni, insieme a tante persone pronte a stringersi attorno a mamma Patrizia e papà Antonio per salutare il bimbo di due anni e mezzo, al centro di un caso che ha scosso l’intero Paese.

La celebrazione sarà presieduta dal cardinale Domenico Battaglia, arcivescovo di Napoli.

Autopsia e incidente probatorio

I funerali, rimasti in sospeso per undici giorni dalla morte del piccolo – avvenuta il 21 febbraio – sono stati fissati dopo l’autopsia eseguita oggi al Secondo Policlinico di Napoli. L’esame è iniziato al termine dell’incidente probatorio, con il conferimento degli incarichi ai periti, che avranno 120 giorni per depositare le conclusioni. Il ritorno in aula è previsto per l’11 settembre.

Secondo quanto riferito dal medico legale della famiglia, Luca Scognamiglio, nel primo esame non sarebbero emerse lesioni evidenti al cuore espiantato a Bolzano e destinato a Domenico: in particolare, non risulterebbe il presunto taglio al ventricolo di cui si era parlato nei giorni scorsi. Un secondo accesso collegiale – che coinvolge complessivamente venticinque professionisti – è fissato per il 28 aprile, quando saranno analizzati anche i campioni anatomopatologici.

L’avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi, ha parlato di un incidente probatorio particolarmente ampio e approfondito.

Le posizioni degli indagati

Intanto emergono le prime dichiarazioni pubbliche di due dei sette indagati per omicidio colposo. Il cardiochirurgo del Ospedale Monaldi, Guido Oppido, intervistato dalla trasmissione “Lo stato delle cose” su Rai 3, ha respinto ogni addebito sostenendo di aver operato correttamente e definendosi a sua volta vittima della vicenda.

Anche i legali della dottoressa Gabriella Farina, incaricata dell’espianto del cuore a Bolzano, insieme agli avvocati Anna Maria Ziccardi e Dario Gagliano, puntano l’attenzione su quanto accaduto nell’ospedale altoatesino, in particolare sulla gestione del ghiaccio secco utilizzato per il trasporto dell’organo. Secondo la difesa, la procedura iniziale prevedeva ghiaccio d’acqua e andrebbe chiarito chi abbia modificato le modalità di conservazione.

Il dibattito sui centri trapianti

Sul caso è intervenuto anche l’infettivologo Matteo Bassetti, che ha evidenziato come la scarsa frequenza di trapianti in alcuni centri possa aumentare il rischio di errori procedurali. A suo avviso, sarebbe opportuno concentrare gli interventi in un numero più ristretto di strutture altamente specializzate.

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