Circa 230 lavoratori Eav impegnati nei seggi, trasporti a rischio
L’assenza di questo personale rappresenta circa il 10% dell’intero organico
Un numero significativo di dipendenti Eav sarà assente dal lavoro per diversi giorni consecutivi, da sabato fino a martedì (incluso il riposo compensativo), a causa dell’impegno come rappresentanti di lista in occasione del referendum costituzionale sulla giustizia. Si tratta complessivamente di circa 230 lavoratori, tra cui 120 autisti di autobus, una decina di macchinisti, alcuni capotreno, altri operatori ferroviari e, soprattutto, 14 addetti su 20 delle sale operative di Circumvesuviana e Cumana. A riportare la notizia è Il Mattino di oggi.
Impatto sull’organizzazione del servizio
L’assenza di questo personale rappresenta circa il 10% dell’intero organico Eav, una quota che diventa ancora più rilevante se si considera esclusivamente il personale viaggiante. Per fare un esempio, su circa 700 autisti totali, ben 120 non saranno in servizio. Questo significa che, invece di garantire la mobilità dei cittadini – anche in un momento delicato come quello elettorale – saranno impegnati nei seggi per rappresentare le posizioni del “sì” o del “no”.
Si tratta di un’attività pienamente legittima, ma che rischia di avere conseguenze concrete sul trasporto pubblico locale. L’elevato numero di assenze potrebbe infatti causare la soppressione di alcune corse di autobus e treni, con inevitabili disagi per l’utenza.
Criticità nelle sale operative
Particolarmente delicata è la situazione delle control room, dove l’assenza di 14 addetti su 20 potrebbe compromettere la gestione della circolazione ferroviaria. Le sale operative svolgono un ruolo centrale nel coordinamento dei convogli e nel rispetto degli standard di sicurezza, sempre più stringenti secondo la normativa vigente. Una riduzione così marcata del personale potrebbe rendere difficile garantire la regolarità e la sicurezza del servizio.
L’intervento della dirigenza Eav
Alla luce di queste criticità, il presidente di Eav, Umberto De Gregorio, ha inviato una comunicazione al prefetto di Napoli, Michele di Bari, per segnalare la situazione e richiamare l’attenzione sui possibili rischi. Dalla prefettura è arrivata una risposta formale, con l’invito all’azienda a rispettare scrupolosamente le disposizioni di legge già in vigore, senza ulteriori interventi diretti.
Nonostante ciò, la preoccupazione ai vertici dell’azienda resta alta. Con una forza lavoro ridotta in modo così significativo, il rischio di disservizi e criticità operative appare concreto nei giorni interessati.