Arriva l'ora legale, si dormirà un'ora in meno
L’effetto più evidente è un’ora di luce in più al tramonto
Manca poco al ritorno dell’ora legale, un cambiamento convenzionale che prevede lo spostamento in avanti degli orologi di un’ora rispetto all’ora solare, cioè quella determinata dal fuso orario naturale di riferimento. Oggi questo passaggio avviene quasi automaticamente grazie ai dispositivi digitali, che aggiornano l’orario senza interventi manuali.
Alla base dell’ora legale c’è una strategia ben precisa: ottimizzare l’uso della luce naturale durante la giornata. Spostando le lancette in avanti, si favorisce una maggiore coincidenza tra le ore di attività quotidiana e quelle di luce solare, riducendo così il consumo di energia elettrica nelle ore serali.
L’effetto più evidente è un’ora di luce in più al tramonto. Un vantaggio che non incide solo sui consumi, ma anche sulle abitudini delle persone: con giornate più lunghe aumenta la tendenza a trascorrere tempo all’aperto, con benefici per il benessere psicofisico e ricadute positive su commercio, turismo e attività sportive.
Non mancano però gli effetti collaterali. Nella notte del cambio si perde un’ora di sonno, un piccolo “jet lag” domestico che può provocare stanchezza o irritabilità, soprattutto nei soggetti più sensibili, nei giorni immediatamente successivi.
Il passaggio all’ora legale segue un calendario coordinato a livello europeo per evitare disagi nei trasporti e nelle comunicazioni. Avviene sempre di domenica, tra il sabato e l’ultima domenica di marzo.
Quest’anno, nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo, alle ore 02:00, gli orologi dovranno essere spostati avanti di un’ora, passando direttamente alle 03:00. La scelta di questo orario notturno serve a ridurre al minimo l’impatto su servizi essenziali, come trasporti e attività produttive, permettendo alla maggior parte delle persone di svegliarsi con il nuovo orario già in vigore.