Rimprovera ragazza in classe, il padre prende a schiaffi il prof
Sul posto sono intervenuti i carabinieri e i sanitari del 118
Aggressione in piena lezione all’istituto superiore Istituto superiore Einaudi di Foggia, dove un docente di lingue e letteratura straniera è stato colpito dal padre di una studentessa di 14 anni davanti all’intera classe. L’episodio è avvenuto venerdì 13 febbraio. Secondo quanto ricostruito, l’insegnante aveva poco prima rimproverato l’alunna, iscritta al primo anno. La ragazza avrebbe quindi telefonato al padre per lamentarsi dell’accaduto.
L’irruzione in aula
L’uomo si sarebbe recato immediatamente a scuola, riuscendo a eludere la sorveglianza. Avrebbe approfittato dell’apertura momentanea del portone – mentre un altro genitore stava entrando per prelevare il figlio – per introdursi nell’edificio e raggiungere direttamente l’aula.
Qui sarebbe nato un acceso confronto verbale con il professore, degenerato in uno schiaffo sferrato davanti agli studenti. Subito dopo l’aggressione, il padre della ragazza si è allontanato facendo perdere le proprie tracce.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri e i sanitari del 118. Il docente è stato trasportato in ospedale, visitato e dimesso con una prognosi di sette giorni. Sono in corso le indagini per ricostruire nel dettaglio la dinamica e individuare eventuali responsabilità.
Il racconto del dirigente
«È stata un’azione fulminea», ha dichiarato all’ANSA il dirigente scolastico Lanfranco Barisano. «Per accedere al nostro istituto si suona il campanello, ma il genitore ha approfittato dell’apertura momentanea della porta e si è diretto nella classe in cui il docente stava svolgendo lezione, sferrandogli un ceffone davanti a tutti, nonostante la presenza di tre collaboratori scolastici, tra cui due donne, che nulla hanno potuto fare».
Il dirigente ha espresso vicinanza all’insegnante e preoccupazione per i ragazzi che hanno assistito alla scena: «Sono enormemente dispiaciuto per il docente e preoccupato per lo choc subito dai giovanissimi studenti. Provvederò ad attivare incontri con alunni e famiglie». Ha inoltre sottolineato che in due anni di dirigenza non si erano mai verificati episodi simili.
Le parole del docente
Il professore, ancora scosso, ha dichiarato: «I genitori dovrebbero stare più dalla parte dei docenti, perché noi non torturiamo i vostri figli ma cerchiamo di migliorare la loro vita. Per il momento ho bisogno di riposo. L’episodio mi ha turbato. Tornerò certamente a scuola, ma ora ho paura. Non mi sento ancora in grado di farlo».