Sequestrato ristorante a genero del boss, era ritrovo dei calciatori
sequestri per oltre un milione di euro
La Polizia di Stato – Divisione Anticrimine della Questura di Caserta – ha eseguito la confisca di diversi beni riconducibili all’imprenditore 39enne Michele Maravita, su disposizione della sezione misure di prevenzione del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere.
Il provvedimento arriva dopo la condanna definitiva pronunciata dalla Corte di Appello di Napoli per associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Maravita è inoltre genero di Antonio Della Ventura, ritenuto boss del clan Belforte di Marcianise e attualmente detenuto al regime del 41-bis.
I beni confiscati: ristorante, auto, conti e un’imbarcazione
Il valore complessivo dei beni supera il milione di euro. Tra questi figura una nota braceria situata a Valle di Maddaloni, locale frequentato anche da personaggi noti, tra cui calciatori del Napoli.
La confisca riguarda inoltre:
rapporti finanziari e bancari;
autovetture;
un’imbarcazione.
Il decreto conferma il sequestro già eseguito il 22 febbraio 2024 su proposta del Questore di Caserta.
Sequestro esteso anche a Ibiza
Nel corso degli ulteriori accertamenti svolti dalla Divisione Anticrimine, guidata dal dirigente Mario Grassia, è emersa la riconducibilità a Maravita anche di un ristorante situato sull’isola spagnola di Ibiza.
Il provvedimento di sequestro è stato quindi trasmesso, tramite Eurojust, alle autorità spagnole, che hanno eseguito la misura cautelare patrimoniale.
Sorveglianza speciale per tre anni
Oltre alla confisca dei beni, nei confronti del 39enne è stata applicata la misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune di residenza per la durata di tre anni.