Palloncini e feretro bianco per l'ultimo saluto a Ylenia

La bara bianca ha fatto il suo ingresso tra gli sguardi increduli di amici e familiari

A cura di Redazione
08 febbraio 2026 11:00
Palloncini e feretro bianco per l'ultimo saluto a Ylenia -
Condividi

Una folla composta, segnata dal dolore, ha accompagnato l’ultimo saluto a Jlenia Musella nel Rione Luzzatti, a Napoli. La chiesa della Sacra Famiglia non è riuscita a contenere tutte le persone accorse per i funerali della giovane, celebrati tra lacrime, applausi e un silenzio carico di emozione.

La bara bianca ha fatto il suo ingresso tra gli sguardi increduli di amici e familiari, accolta da un lungo applauso. Molti dei presenti indossavano magliette bianche con il volto sorridente di Jlenia e frasi di addio scelte dalle amiche più care, parole semplici che raccontano un legame spezzato troppo presto. La bara non è mai rimasta sola: accompagnata fino all’altare e poi circondata dagli abbracci dei familiari, a partire dalla madre, Natascia.

Le parole della Chiesa e il messaggio dell’arcivescovo

Durante l’omelia, don Federico ha faticato a trovare le parole davanti a una tragedia che colpisce ancora una volta il mondo dei giovani. Ha invitato a una riflessione collettiva, sottolineando come ogni vita spezzata imponga una responsabilità non solo alla famiglia, ma all’intera società. Rivolgendosi idealmente a Jlenia, ha ricordato quanto sia difficile anche solo pronunciarne il nome, tanto è grande il dolore lasciato dalla sua assenza.

Al termine della cerimonia è stato letto un messaggio dell’arcivescovo di Napoli, Mimmo Battaglia, rivolto ai familiari e agli amici della ragazza. Un appello a non lasciare che la rabbia prenda il posto del dolore, a non trasformare la sofferenza in odio e a riconoscere che chiedere aiuto è un atto di forza, non di debolezza.

All’esterno della chiesa, decine di persone hanno seguito il rito in silenzio, in attesa di poter salutare Jlenia anche solo per un istante.

Le indagini e i primi riscontri medici

Sul fronte giudiziario, emergono intanto le prime indicazioni dall’autopsia. Secondo quanto trapelato, a causare la morte sarebbe stata una lesione estremamente ridotta all’aorta, di circa un millimetro. Un dettaglio che, secondo il consulente presente all’esame autoptico, renderebbe compatibile l’ipotesi che la ferita alla schiena sia stata provocata dal lancio del coltello. A riferirlo è l’avvocato Andrea Fabbozzo.

Nel frattempo, dal carcere, l’uomo reo confesso dell’omicidio, Giuseppe, attraverso il garante dei detenuti Samuele Ciambriello, ha fatto sapere di ritenere false molte delle ricostruzioni circolate sul suo conto.

Segui il Fatto Vesuviano