Organi invertiti, ragazzo napoletano salvato con operazione di 17 ore

conviveva dalla nascita con una grave cardiopatia congenita

A cura di Redazione
14 febbraio 2026 19:00
Organi invertiti, ragazzo napoletano salvato con operazione di 17 ore -
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All’Ospedale Molinette, struttura di riferimento della Città della Salute e della Scienza di Torino, è stato eseguito un trapianto combinato di cuore e fegato considerato unico a livello mondiale. L’intervento ha riguardato un paziente di 32 anni affetto da una rarissima anomalia congenita, il situs viscerum inversus, condizione in cui gli organi interni sono disposti in modo speculare rispetto alla normale anatomia.

Trapianto combinato cuore-fegato: il caso clinico

Il paziente, originario della Campania, conviveva dalla nascita con una grave cardiopatia congenita. Durante l’infanzia e l’adolescenza era stato sottoposto a tre interventi a cuore aperto che gli avevano consentito di raggiungere l’età adulta. Con il tempo, tuttavia, le complicanze cardiache avevano determinato un progressivo deterioramento epatico, evoluto in cirrosi.

Negli ultimi mesi il quadro clinico si è ulteriormente aggravato con la diagnosi di carcinoma epatico. Le terapie interventistiche locali avevano inizialmente contenuto la malattia, ma la comparsa di un nuovo nodulo ha reso necessario un trapianto combinato di cuore e fegato, unica opzione terapeutica potenzialmente risolutiva.

Situs viscerum inversus: perché l’intervento era così complesso

La presenza del situs viscerum inversus ha rappresentato la principale criticità chirurgica. In questi casi, l’anatomia completamente “a specchio” rende estremamente complesso l’impianto di organi provenienti da donatori con disposizione anatomica standard.

Per questo motivo il paziente è stato valutato da un’équipe multidisciplinare della Città della Salute di Torino, con il coinvolgimento di cardiochirurghi, cardiologi, epatologi, anestesisti e specialisti in chirurgia dei trapianti. È stata quindi elaborata una strategia innovativa per l’inserimento in lista d’attesa per il trapianto combinato cuore-fegato in blocco.

L’organizzazione del trapianto e il prelievo degli organi

La svolta è arrivata con la segnalazione di un donatore compatibile da parte del Coordinamento Donazione e Prelievi del Piemonte. Da quel momento si è attivata una complessa macchina organizzativa che ha coinvolto decine di professionisti.

Mentre il paziente veniva preparato nella sala operatoria di Cardiochirurgia delle Molinette, un’équipe multispecialistica si è recata presso l’ospedale del donatore per il prelievo del blocco cuore-fegato, mantenendo un costante coordinamento con Torino per ottimizzare tempi e procedure.

Diciassette ore di intervento: la ricostruzione vascolare

L’intervento è durato complessivamente diciassette ore, di cui dodici dedicate alla fase chirurgica attiva. Il cuore è stato impiantato mantenendo la continuità con il fegato, secondo una tecnica estremamente complessa.

L’anomalia anatomica ha imposto soluzioni personalizzate: sono state create nuove connessioni vascolari e utilizzati segmenti di vasi provenienti dallo stesso donatore per adattare correttamente gli organi alla configurazione interna del paziente. Nonostante le difficoltà, il blocco cuore-fegato ha ripreso a funzionare regolarmente al termine dell’intervento, con il ripristino della circolazione sanguigna.

La testimonianza della famiglia

Determinante, secondo il racconto del padre Alfredo, è stata la volontà del figlio di cercare una soluzione. Il 32enne, programmatore informatico, si era informato personalmente sulle possibilità offerte dai centri italiani specializzati, individuando a Torino una concreta opportunità terapeutica.

Dopo numerosi interventi subiti tra Campania e Toscana, il peggioramento della funzione epatica aveva reso evidente che ulteriori procedure conservative non sarebbero state risolutive. Il trapianto combinato rappresentava l’unica possibilità di sopravvivenza.

La famiglia ha espresso riconoscenza per l’assistenza ricevuta, sottolineando la professionalità e il coordinamento di medici, infermieri e operatori sanitari coinvolti nel percorso di cura.

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