Morto dopo l'operazione, famiglia risarcita con mezzo milione

gravi responsabilità sanitarie a carico di una struttura dell’ASL napoletana

A cura di Redazione
18 febbraio 2026 18:00
Morto dopo l'operazione, famiglia risarcita con mezzo milione -
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Una sentenza del Tribunale di Napoli ha riconosciuto gravi responsabilità sanitarie a carico di una struttura dell’ASL napoletana, condannandola a un risarcimento complessivo superiore a 500mila euro in favore dei familiari di un paziente deceduto dopo un intervento chirurgico.

A ottenere il provvedimento è stato lo Studio Associato Maior Società tra Avvocati Srl, che ha assistito i parenti della vittima nel procedimento civile.

Gli errori accertati dal Tribunale

Secondo quanto evidenziato dai legali Pierlorenzo Catalano, Michele Francesco Sorrentino e Filippo Castaldo, il giudice ha accertato una “gravissima responsabilità sanitaria” legata a:

Errata indicazione dell’intervento chirurgico

Criticità nelle modalità operative

Gestione post-operatoria definita gravemente carente

Il paziente era stato sottoposto a un intervento addominale ritenuto non correttamente indicato ed eseguito. In seguito avrebbe sviluppato un grave scompenso metabolico che ha preceduto il decesso.

Le consulenze tecniche d’ufficio disposte nel corso del processo hanno confermato la presenza di omissioni, interventi tardivi e carenze nell’applicazione dei protocolli clinici, elementi che avrebbero aggravato in modo determinante le condizioni del paziente.

Danno catastrofale e perdita del rapporto parentale

Il Tribunale ha riconosciuto ai familiari sia il danno da perdita del rapporto parentale sia il danno morale. Inoltre è stato accertato il cosiddetto danno catastrofale, legato alla sofferenza intensa e consapevole patita dal paziente prima del decesso.

Il risarcimento complessivo supera il mezzo milione di euro.

Le dichiarazioni dei legali

“Questa sentenza rappresenta un importante segnale di tutela per i cittadini e un richiamo al rigoroso rispetto dei protocolli clinici e assistenziali”, hanno dichiarato gli avvocati dello Studio Associato Maior.

“Siamo orgogliosi di aver dato voce alla famiglia della vittima e di aver ottenuto un risultato che rafforza la cultura della responsabilità e della sicurezza sanitaria”, hanno concluso i legali.

La decisione si inserisce nel filone delle pronunce che ribadiscono l’obbligo delle strutture sanitarie di garantire standard elevati di sicurezza, tracciabilità delle procedure e tempestività negli interventi.

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