Luciano sorpreso da una bufera di neve, ansia da quattro giorni nel Napoletano
il giovane era impegnato in una escursione solitaria a circa 2.700 metri nelle vicinanze di Saint Moritz
Momenti di apprensione a Qualiano, nell’hinterland di Napoli, per la sorte di Luciano Capasso, 25enne disperso da ormai quattro giorni nelle montagne svizzere.
La scomparsa
Secondo quanto riferito dalla madre, Raffaella Grande, il giovane era impegnato in una escursione solitaria a circa 2.700 metri nelle vicinanze di Saint Moritz, località alpina dove lavora in un hotel. L’ultima comunicazione risale a tre giorni fa, inviata via WhatsApp al fratello. La donna ha ricevuto ieri una telefonata da un rappresentante delle autorità locali che le ha consigliato di prepararsi al peggio.
Le ricerche sono state ostacolate da una violenta bufera di neve, che ha reso impossibile agli operatori di soccorso di intervenire sia via terra che via elicottero. Le forze dell’ordine svizzere, dopo aver ascoltato il compagno di stanza del giovane, hanno confermato che anche all’hotel non si avevano più notizie di Luciano da quattro giorni.
La mobilitazione della famiglia
Per cercare di accelerare le ricerche, la madre ha denunciato la scomparsa ai carabinieri di Qualiano e ha annunciato una ricompensa di 50.000 euro a chiunque possa fornire informazioni utili. «Come madre, vi chiedo con il cuore in mano di aiutarmi», scrive nel messaggio rivolto a guide alpine, gruppi di alpinismo, squadre di ricerca volontarie, escursionisti e operatori di droni. L’ultima posizione nota del giovane è stata localizzata a 46,43110° Nord, 9,92496° Est.
Attraverso l’avvocato Sergio Pisani, la famiglia ha chiesto alla Farnesina un canale diretto di comunicazione. Il Ministero degli Esteri e il Consolato generale d’Italia a Zurigo seguono il caso e sono in costante contatto con la famiglia, mentre l’altro fratello del giovane è giunto ieri in Svizzera per seguire gli sviluppi delle ricerche.
Assistenza e contatti istituzionali
Da Roma, l’Unità tutela italiani all’estero della Farnesina manterrà aggiornamenti costanti con la famiglia, assicurando trasparenza e rapidità nella ripresa delle operazioni di soccorso in montagna. L’avvocato Pisani sottolinea lo stato di estrema gravità e angoscia vissuto dai familiari, che chiedono contatti diretti, umani e istituzionali, più che dichiarazioni pubbliche.