Le denuncia di Sara: "Ci hanno presi a calci e pugni in faccia"
tre studenti picchiati da un gruppo di ragazzi
Aggrediti in pieno centro da un gruppo di circa dieci giovani. È il racconto di Sara Panariello, studentessa universitaria di 20 anni, vittima insieme a due amici di un violento pestaggio avvenuto all’alba di domenica 8 febbraio in via Toledo, a Napoli.
I tre ragazzi – una 22enne e un 21enne, oltre a Sara – stavano rientrando a casa dopo aver trascorso la serata in centro. Erano circa le 4.30 quando, nei pressi di Largo Berlinguer e della stazione della metro Toledo, sono stati assaliti alle spalle da un gruppo di ragazzi e ragazze più giovani, presumibilmente tra i 17 e i 18 anni.
Secondo la ricostruzione fornita dalla studentessa, l’aggressione sarebbe avvenuta all’improvviso, senza alcun diverbio o contatto precedente. «Non li conoscevamo e non c’era stato nulla prima», spiega. «Ci hanno colpiti da dietro. Se si fossero avvicinati frontalmente ce ne saremmo accorti».
Il primo a essere preso di mira è stato il 21enne, colpito con pugni e raggiunto al volto con spray al peperoncino. Subito dopo alcune ragazze del gruppo si sono scagliate contro le due giovani: strattoni ai capelli, calci e pugni. Sara è stata colpita con calci, mentre l’amica ha ricevuto un pugno in pieno volto.
I tre studenti non avrebbero reagito. Prima di allontanarsi, gli aggressori avrebbero anche sottratto il telefono cellulare alla 22enne. Un gesto che, secondo Sara, non configurerebbe però un’aggressione a scopo di rapina: «Il telefono lo hanno preso solo alla fine. A me non hanno rubato nulla. È sembrata più una volontà di fare del male».
Dopo l’episodio i ragazzi hanno contattato le forze dell’ordine. Sara si è poi recata al pronto soccorso dell’ospedale Cardarelli, dove è stata medicata e dimessa con una prognosi di tre giorni. L’amica continua a lamentare dolore al naso per il colpo ricevuto.
È stata presentata denuncia alla Questura di Napoli. Gli studenti chiedono che vengano individuati i responsabili, anche attraverso le telecamere di videosorveglianza presenti nella zona, uno dei punti più frequentati della città, dove solitamente sostano anche mezzi delle forze dell’ordine.
«Amiamo Napoli e frequentiamo il centro da anni», conclude la studentessa. «Un episodio del genere può accadere ovunque, ma resta l’amarezza per una violenza che non riusciamo a spiegarci».