Just Eat assume con salario fisso
Il contratto applicato è un integrativo della logistica firmato da Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uil Trasporti
Nel panorama italiano del food delivery, la scelta di Just Eat rappresenta un caso quasi unico. L’azienda è infatti l’unica grande piattaforma ad aver adottato in via esclusiva il modello dei rider assunti come lavoratori dipendenti.
Il contratto applicato è un integrativo della logistica firmato da Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uil Trasporti, rinnovato il 12 febbraio scorso. Si tratta però di un modello ancora poco diffuso nel settore: secondo le stime di Assodelivery, riguarda circa 2.500 rider, contro i circa 27 mila inquadrati con il contratto sottoscritto dalla sola Ugl, giudicato dalle altre sigle un accordo al ribasso, basato sul cottimo.
Cosa prevede il contratto della logistica
Dopo una fase iniziale con paga oraria fissa (prima 8,5 euro, poi 11 euro), oggi la retribuzione è agganciata al minimo contrattuale della logistica.
Come spiega Danilo Morini della Filt-Cgil, i rider raggiungono il 100% del minimo salariale in 14 mesi, mentre in precedenza erano necessari due anni. Questo ha consentito l’introduzione di scatti automatici e un progressivo aumento delle retribuzioni.
Attualmente:
un full time da 39 ore vale circa 1.750 euro lordi al mese;
il part-time da 30 ore, il più diffuso, arriva a circa 1.500 euro lordi.
Il contratto include tredicesima, quattordicesima, ferie, permessi, maternità, malattia, copertura per infortuni e contributi previdenziali.
Il rinnovo triennale 2025-2027 prevede inoltre:
un fondo da 300 mila euro per il premio di risultato;
rimborsi chilometrici confermati;
applicazione del protocollo meteo per la sicurezza.
Secondo i sindacati, il turnover sarebbe sceso sotto il 20%, mentre in altre piattaforme supererebbe il 50%, anche a causa di compensi che in alcuni casi si attestano intorno ai 2,5 euro a consegna.
Dalla precarietà al lavoro stabile
Stefano, 49 anni, romano, è stato assunto nel 2021 dopo anni di lavoro precario su diverse piattaforme. Oggi lavora full time ed è diventato captain rider, con un’indennità aggiuntiva. Il suo reddito mensile, tra stipendio, rimborsi e indennità, arriva a circa 2.000 euro.
Oltre alle consegne, coordina i colleghi, verifica i dispositivi di sicurezza e organizza le partenze. Racconta di aver lasciato alle spalle un sistema basato sul ranking e sulla connessione continua, con ritmi che arrivavano fino a trenta consegne al giorno.
Secondo l’azienda, la permanenza media dei rider supera oggi i due anni e i contratti minimi da 10 ore, diffusi nella fase iniziale, sono diventati residuali.
Il confronto con i concorrenti
Il dibattito si inserisce in un contesto più ampio che coinvolge anche altre piattaforme come Deliveroo e Glovo, oggetto di inchieste da parte della Procura della Repubblica di Milano.
Il country manager di Just Eat, Daniele Contini, sottolinea la necessità di un modello di consegne sostenibile e di un quadro regolatorio condiviso che coinvolga istituzioni e parti sociali. L’obiettivo dichiarato è evitare fenomeni di dumping e concorrenza al ribasso, introducendo regole uguali per tutti gli operatori del settore.