Il piccolo non è più operabile, non gli sarà trapiantato il nuovo cuore

Si spegne ogni speranza

A cura di Redazione
18 febbraio 2026 17:30
Il piccolo non è più operabile, non gli sarà trapiantato il nuovo cuore -
Condividi

Gli occhi dell’Italia erano puntati sull’Ospedale Monaldi, dove si è riunito il team di esperti chiamato a valutare la possibilità di un secondo trapianto di cuore per il bambino di due anni e mezzo ricoverato da quasi due mesi dopo un primo intervento risultato compromesso.

Al termine del consulto collegiale, la decisione è stata negativa: le condizioni cliniche del piccolo non sono state ritenute compatibili con un nuovo trapianto.

Il consulto nazionale tra i principali centri pediatrici

Nel primo pomeriggio del 18 febbraio si è riunito l’Heart Team composto dai referenti di quattro tra le principali strutture italiane specializzate in cardiochirurgia pediatrica:

Ospedale Pediatrico Bambino Gesù

Azienda Ospedaliera di Padova

ASST Papa Giovanni XXIII

Ospedale Regina Margherita

Il gruppo di specialisti, affiancato dai professionisti del Santobono Pausilipon, ha visitato il piccolo in terapia intensiva per valutarne la trapiantabilità e verificare eventuali alternative terapeutiche al secondo intervento.

La risposta, al termine del confronto, è stata negativa.

Il cuore compatibile e le chance ridotte

La sera precedente era stata comunicata la disponibilità di un nuovo cuore compatibile. Il bambino risultava primo in lista per il proprio gruppo sanguigno, pur in presenza di altri tre piccoli pazienti in attesa.

Secondo quanto riferito dal legale della famiglia, le probabilità di riuscita di un secondo trapianto sarebbero state stimate intorno al 10%. L’ultima parola, in ogni caso, sarebbe spettata al Centro Nazionale Trapianti.

Il caso del cuore danneggiato: sei indagati

Il piccolo era stato sottoposto a un primo trapianto a dicembre, ma l’organo si era rivelato danneggiato. La vicenda ha aperto un’inchiesta per accertare eventuali responsabilità nelle fasi di espianto, conservazione e trasporto.

Dalle prime verifiche sarebbe emerso che:

il cuore sarebbe stato trasportato in un box frigo di vecchio tipo;

non sarebbe stato utilizzato un contenitore tecnologico con monitoraggio della temperatura;

il personale non sarebbe stato adeguatamente formato all’uso delle strumentazioni più moderne.

Attualmente risultano sei indagati tra chirurghi, medici e paramedici coinvolti nelle varie fasi della procedura.

Gli ispettori del Ministero della Salute hanno acquisito documentazione e cartelle cliniche presso il Monaldi e svolgeranno ulteriori verifiche anche all’ospedale di Bolzano. Tra i materiali sequestrati figura anche il contenitore utilizzato per il trasporto dell’organo.

La posizione dell’Azienda Ospedaliera dei Colli

L’Azienda Ospedaliera dei Colli ha sottolineato che la decisione è stata il risultato di “un confronto collegiale che ha consentito una valutazione condivisa quanto più completa e ampia possibile”.

La Direzione Strategica ha informato il Centro Nazionale Trapianti ed espresso vicinanza alla famiglia, definendo il momento “profondamente doloroso”.

Segui il Fatto Vesuviano