I medici: "Tommaso non sarebbe sopravvisuto al trapianto"

A rendere il quadro ancora più critico è stata l’ultima tac cerebrale

A cura di Redazione
18 febbraio 2026 21:00
I medici: "Tommaso non sarebbe sopravvisuto al trapianto" -
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“Non era in grado di affrontare un altro trapianto, sarebbe stato tutto inutile”. Con queste parole Carlo Pace Napoleone, direttore della Cardiochirurgia pediatrica dell’Ospedale Regina Margherita, ha spiegato all’ANSA le ragioni del parere negativo espresso dal comitato di specialisti sulla possibilità di un nuovo intervento per il bambino di due anni ricoverato all’Ospedale Monaldi.

Il piccolo era stato sottoposto a un primo trapianto di cuore lo scorso dicembre, ma l’organo si era rivelato danneggiato.

Condizioni cliniche gravissime

La decisione, definita “terribilmente difficile” ma inevitabile, è arrivata dopo una valutazione collegiale approfondita. Il team ha esaminato tutti gli accertamenti più recenti – tac, ecografie, esami del sangue – e ha visitato direttamente il bambino.

“Le sue condizioni sono molto serie – ha spiegato Pace Napoleone –. Nella notte ha avuto probabilmente una crisi settica che ha richiesto manovre importanti, con forte stress e accumulo di liquidi. Sicuramente non riuscirebbe a sopravvivere a un intervento chirurgico”.

A rendere il quadro ancora più critico è stata l’ultima tac cerebrale, che ha evidenziato una zona di sanguinamento prima non presente. Un elemento particolarmente grave in vista di un eventuale intervento in circolazione extracorporea, procedura che richiede la scoagulazione del sangue e che potrebbe aggravare un’emorragia cerebrale già in atto.

“Il rischio estremamente probabile – ha aggiunto il cardiochirurgo – sarebbe stato quello di un’emorragia cerebrale massiva, di fronte alla quale qualunque sforzo si sarebbe vanificato”.

Una scelta anche etica

Il comitato è stato unanime nel ritenere che il bambino non avrebbe superato l’intervento. Procedere avrebbe significato destinare un organo prezioso a un esito quasi certamente infausto.

“È stato difficile accettare questa situazione – ha sottolineato Pace – ma riteniamo che sia la scelta più giusta anche nei confronti del bambino”.

La sedazione era stata sospesa nella serata precedente, ma il piccolo non risultava vigile. Un elemento che potrebbe indicare un ulteriore aggravamento del danno cerebrale. Ora spetterà ai medici del Monaldi stabilire le modalità di trattamento più appropriate.

Il cuore sarà destinato a un altro bambino

Il cuore compatibile resosi disponibile non resterà inutilizzato. Sarà destinato a uno degli altri due bambini inseriti nella lista d’attesa per le urgenze di classe 1, classificate come “emergenza nazionale”.

“Disponiamo di un algoritmo che stabilisce una sequenza dei pazienti in lista sulla base di precise caratteristiche di compatibilità e condizioni generali – ha spiegato ancora Pace –. Chi risulterà primo riceverà la donazione”.

Il donatore è stabile e l’espianto dell’organo è previsto entro la notte.

“Non facciamo miracoli”

In conclusione, una riflessione personale del cardiochirurgo: “Dal punto di vista umano è stato terribile. Nonostante questo sia il nostro lavoro, non ci si abitua mai a situazioni simili. Bisogna essere distaccati e obiettivi: non facciamo miracoli, ma in scienza e coscienza facciamo ciò che riteniamo essere il meglio”.

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