Francesca muore a 36 anni dopo aver partorito la sua terza figlia

La neonata è in buone condizioni di salute

A cura di Redazione
10 febbraio 2026 06:00
Francesca muore a 36 anni dopo aver partorito la sua terza figlia -
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Sarà l’autopsia a fare piena luce sulle cause della morte di Francesca Nepita, la donna di 36 anni originaria della provincia di Cosenza, deceduta sabato mattina all’ospedale di Lagonegro, in provincia di Potenza, poche ore dopo aver dato alla luce la sua terza figlia. La neonata è in buone condizioni di salute, mentre per la madre si sono verificate gravi complicazioni post-parto culminate in una violenta emorragia risultata fatale.

La notizia ha profondamente colpito la comunità di Scalea, dove Francesca viveva con il marito e le due figlie: nel giorno dei funerali sarà proclamato il lutto cittadino. Segni di cordoglio arrivano anche da Santa Maria del Cedro, suo paese natale.

Indagini in corso e autopsia disposta dalla Procura

La Procura della Repubblica di Lagonegro ha aperto un fascicolo per accertare eventuali responsabilità e ha affidato le indagini ai carabinieri. Le cartelle cliniche sono state sequestrate e si attende il conferimento dell’incarico per l’autopsia, che verrà eseguita come accertamento tecnico irripetibile. Gli inquirenti puntano a ricostruire con precisione l’intero iter clinico e le fasi successive al parto.

Parallelamente, l’Azienda ospedaliera regionale San Carlo di Potenza, da cui dipende l’ospedale di Lagonegro, ha avviato un’inchiesta interna per verificare il rispetto dei protocolli sanitari e le procedure adottate dal personale medico.

Il cordoglio delle istituzioni regionali

Nel pomeriggio, l’assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico, e il direttore generale dell’Azienda San Carlo, Giuseppe Spera, hanno fatto visita all’ospedale per esprimere la vicinanza delle istituzioni alla famiglia della vittima. In una nota congiunta hanno sottolineato la gravità del momento e il dolore che ha colpito l’intera comunità lucana.

I vertici regionali hanno inoltre ribadito la volontà di collaborare pienamente con le autorità giudiziarie, assicurando che l’azienda sanitaria ha già attivato tutte le procedure previste per l’analisi del caso. Allo stesso tempo, hanno voluto rassicurare il personale ospedaliero, chiamato a continuare il proprio lavoro in un clima di forte tensione emotiva, ribadendo l’impegno costante nella tutela della salute dei pazienti e del territorio.

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