Domenico, lo strano presentimento del papà
“Ciò che fa più male sono le bugie che ci hanno raccontato”
Il dolore per la perdita di un figlio si intreccia con la ricerca di risposte. Ospite della trasmissione Dentro La Notizia, il padre del piccolo Domenico Caliendo ha affidato ai microfoni parole cariche di sofferenza, tra ricordi, rimpianti e accuse di bugie che, a suo dire, avrebbero aggravato una ferita già insanabile.
“Ciò che fa più male sono le bugie che ci hanno raccontato”, ha dichiarato con voce rotta dall’emozione. Non solo l’assenza del figlio, non solo il vuoto che ogni giorno si ripresenta con la stessa intensità, ma anche il senso di tradimento percepito da chi cerca chiarezza e si scontra con versioni contrastanti e silenzi.
Nel corso dell’intervista a Dentro La Notizia, il padre ha rievocato i momenti più semplici e autentici della vita quotidiana insieme al bambino: “Ero felice quando lo prendevo in braccio, quando mi chiamava papà, quando giocava con me. Adesso mi hanno tolto tutto questo”. Frasi che restituiscono l’immagine di un legame profondo, fatto di gesti ordinari e affetto sincero.
L’assenza si fa sentire in ogni dettaglio della giornata, soprattutto nel rientro a casa dal lavoro. “Ogni volta che arrivavo, lui si affacciava al balcone e mi chiamava”, ha raccontato. Un’abitudine che oggi diventa simbolo di una normalità spezzata troppo presto e di una casa che non potrà più essere la stessa.
Il padre ha ricordato anche una sensazione che lo accompagnava nei giorni più difficili: “Quando l’ho portato in braccio dicevo: speriamo che torni a casa”. Un presentimento che, col senno di poi, assume il peso di un presagio doloroso. Oggi quella speranza si è trasformata in un impegno: ottenere giustizia. “Mi deve dare lui la forza, da lassù, per fare giustizia”, ha aggiunto, aggrappandosi all’idea che il figlio possa sostenerlo in questo percorso.
Anche l’ospedale è diventato un luogo insostenibile. “Andavo, ma non riuscivo a entrare a vederlo. Era troppo doloroso”, ha confidato. Parole che raccontano non solo un lutto devastante, ma anche il peso di domande rimaste senza risposta.