Condannata la preside di Caivano, dovrà pagare 16mila euro a un prof

Lo depennò dall'elenco dei supplenti

A cura di Redazione
05 febbraio 2026 23:00
Condannata la preside di Caivano, dovrà pagare 16mila euro a un prof -
Condividi

Il Tribunale civile di Napoli Nord ha condannato la dirigente scolastica dell’istituto Morano di Caivano, Eugenia Carfora, nota anche per aver ispirato la fiction La Preside, al pagamento di circa 16mila euro in favore di un docente. La somma è stata riconosciuta come risarcimento per la perdita del vantaggio economico subita dall’insegnante a seguito di un decreto di depennamento dalle graduatorie per le supplenze, successivamente dichiarato illegittimo.

Il provvedimento era stato adottato dalla dirigente scolastica, ma il Tribunale di Napoli Nord, in funzione di giudice del lavoro, ne ha accertato l’illegittimità per gli anni scolastici successivi al 2022-2023. Il docente è stato assistito nel ricorso dagli avvocati Pasquale e Pietro Marotta.

La vicenda risale all’ottobre 2022. L’8 ottobre il docente viene convocato per una supplenza presso l’istituto Morano e invitato a presentare entro il 10 ottobre la documentazione relativa ai titoli di studio. Accortosi di aver smarrito la pergamena di laurea, l’insegnante consegna una denuncia di smarrimento insieme al certificato di laurea e al diploma. La segreteria dell’istituto archivia però la pratica, suggerendo al docente di accettare altre supplenze.

Il 12 ottobre l’insegnante firma quindi un contratto a tempo determinato con l’istituto superiore Piscopo di Arzano. Tuttavia, il contratto viene successivamente risolto dopo che, il 18 ottobre, la segreteria del Morano comunica al docente il decreto firmato dalla dirigente Carfora, con il quale viene disposto il depennamento dell’insegnante da tutte le graduatorie, per tutte le classi di concorso e per ogni ordine e grado di istruzione.

A causa di tale provvedimento, il docente perde diverse supplenze nel corso dell’anno scolastico 2022-2023 e non viene più convocato da alcuna scuola nell’anno successivo.

Il Tribunale civile di Napoli Nord ha accolto il ricorso solo parzialmente, ritenendo il decreto legittimo limitatamente all’anno scolastico 2022-2023, ma illegittimo per gli anni successivi, compreso il 2023-2024, riconoscendo così il diritto al risarcimento per il danno economico subito.

Segui il Fatto Vesuviano