Assalto ai bancomat, enorme lavoro per fermare i 5 della banda
indagine da record: «Fondamentale il lavoro di squadra»
«È stato fondamentale il lavoro di squadra per fermare una serie impressionante di assalti ai bancomat». Così la procuratrice della Repubblica di Taranto, Eugenia Pontassuglia, nel corso della conferenza stampa tenuta presso il comando provinciale dei carabinieri, convocata per illustrare i dettagli dell’indagine che ha portato all’esecuzione di cinque provvedimenti di fermo nei confronti di una banda specializzata nei colpi agli sportelli automatici.
All’incontro con la stampa erano presenti anche il procuratore aggiunto Enrico Bruschi, il pubblico ministero Francesca Colaci, il comandante provinciale dei carabinieri Antonio Marinucci, il comandante del Reparto operativo Francesco Marziello e il comandante del Nucleo investigativo Gennaro De Gabriele.
Colpi in mezza Italia con la “tecnica della marmotta”
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, gli assalti – messi a segno mediante ordigni esplosivi artigianali, la cosiddetta “tecnica della marmotta” – hanno interessato inizialmente diversi centri della provincia di Taranto, tra cui Montemesola, Monteiasi, Mottola, Palagiano e Ginosa, oltre al comune di Scanzano Jonico, in provincia di Matera.
Le indagini hanno poi consentito di attribuire al gruppo ulteriori colpi e tentativi di assalto nelle province di Cosenza, Caserta, Benevento, Frosinone, Napoli e Salerno, nonché altri episodi ai danni di istituti di credito e uffici postali, alcuni dei quali commessi in concorso con soggetti ancora in via di identificazione.
Bottino vicino al milione di euro
Per i soli episodi accertati in Puglia e Basilicata, l’ammontare del denaro sottratto supera i 200mila euro, cui si aggiungono ingenti danni strutturali agli edifici e agli impianti bancari. Tuttavia, hanno spiegato gli investigatori, considerando anche i numerosi colpi documentati fuori regione, è possibile ipotizzare che la somma complessivamente sottratta nel periodo considerato sia prossima al milione di euro.
L’indagine: controlli rafforzati e migliaia di ore di video
«Da tempo – ha sottolineato il comandante provinciale dei carabinieri Antonio Marinucci – avevamo rafforzato i controlli nelle aree sensibili con presenza di sportelli ATM, creando una squadra investigativa dedicata, composta dal Nucleo investigativo e dal Reparto operativo, in collaborazione con le Compagnie del territorio».