Abbattuto drone davanti al carcere, trasportava droga e telefonini
Erano circa le 6 del mattino quando gli agenti hanno notato il velivolo in volo
Un drone carico di droga e telefoni cellulari, destinati al mercato illecito interno al carcere, è stato intercettato ieri mattina all’interno della casa circondariale di Salerno. Il pacco, legato a una lunga lenza, è rimasto impigliato sui tetti del penitenziario, permettendo al personale di servizio lungo il perimetro interno di bloccarlo prima che cadesse nelle mani dei detenuti. L’episodio, denunciato dall’Osapp attraverso il consigliere nazionale Emilio Fattorello, conferma un copione ormai ricorrente negli ultimi mesi.
Erano circa le 6 del mattino quando gli agenti hanno notato il velivolo in volo, pronto a sganciare il carico. Uno degli operatori è riuscito a raggiungere il filo e fermare il drone, evitando così che la merce illegale fosse messa in circolazione all’interno dell’istituto.
Come in altri episodi recenti, nel pacco erano nascosti stupefacenti di vario tipo e telefoni cellulari. A Ferragosto un altro drone era stato intercettato con 400 grammi di hashish, 200 grammi di cocaina e crack, oltre a numerose schede sim. Questi eventi, secondo quanto riferito dal personale, non sono isolati: gli avvistamenti di droni sopra la struttura sarebbero ormai frequenti, a indicare l’esistenza di una rete di rifornimento organizzata.
Non si tratta solo di consegne dall’alto: lo scorso 5 febbraio, all’interno della stessa casa circondariale, sono stati rinvenuti circa 100 grammi di hashish e 20 grammi di cocaina in un deposito gestito da detenuti lavoranti con libertà di movimento. Questi ritrovamenti confermano l’esistenza di una rete interna capace di stoccare e distribuire stupefacenti.
Negli ultimi mesi, episodi simili si sono inseriti in un quadro complessivo sempre più allarmante: droni carichi di droga, cellulari nascosti nelle celle, sostanze introdotte durante i colloqui, aggressioni al personale sanitario e agli agenti, proteste e tensioni nelle sezioni detentive. I sindacati della polizia penitenziaria denunciano da tempo come il carcere sia sotto pressione costante.
A pesare sulla gestione quotidiana della struttura sono soprattutto i numeri: la casa circondariale di Salerno ospita circa 600 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 390 posti, con una carenza di organico della polizia penitenziaria stimata intorno alle quaranta unità. Una condizione che, insieme alla presenza di soggetti legati alla criminalità organizzata, rende gli interventi sempre più complessi.
Nonostante le difficoltà, la polizia penitenziaria continua a garantire controlli e sequestri, spesso in condizioni di forte stress operativo. Tuttavia, secondo l’Osapp, senza interventi strutturali su organici, tecnologie e sicurezza, il carcere di Fuorni resterà vulnerabile a tentativi sempre più sofisticati di infiltrazione criminale.