Via al Bonus Affitti 2026: come fare domanda
La misura nasce per rispondere a una criticità sempre più diffusa
Con la Manovra 2026 il Governo introduce un nuovo bonus affitto destinato ai genitori separati o divorziati che, dopo la fine del rapporto coniugale, non vivono più nella casa familiare e devono sostenere il costo di un nuovo alloggio. La misura nasce per rispondere a una criticità sempre più diffusa, aggravata dall’aumento dei canoni di locazione e dal peso economico degli obblighi di mantenimento.
L’obiettivo è fornire un sostegno economico a chi, pur non essendo assegnatario dell’abitazione familiare, deve garantire ai figli un contesto abitativo adeguato durante i periodi di permanenza, evitando situazioni di disagio e progressivo impoverimento.
A chi spetta il bonus affitto 2026
Il contributo è rivolto esclusivamente a genitori separati o divorziati che rispettano specifici requisiti. In particolare, possono accedere alla misura coloro che:
non sono assegnatari della casa familiare;
hanno figli fiscalmente a carico;
devono sostenere un canone di locazione per un’abitazione diversa da quella in cui vivono stabilmente i figli.
Per la definizione di “figlio a carico” si fa riferimento al Testo unico delle imposte sui redditi. Rientrano quindi nel beneficio i figli fino a 24 anni con reddito annuo non superiore a 4.000 euro; oltre tale età, il limite di reddito scende a 2.840,51 euro.
La norma punta a tutelare in particolare i figli fino a 21 anni, ma il parametro fiscale amplia la platea potenziale dei beneficiari.
Un sostegno contro il caro affitti e il rischio povertà
Negli ultimi anni il mercato degli affitti ha registrato aumenti significativi, rendendo sempre più difficile per molti genitori separati sostenere un secondo alloggio. Spesso al canone mensile si sommano l’assegno di mantenimento, le spese scolastiche e sanitarie e altri costi legati alla gestione familiare.
Il bonus affitto 2026 si inserisce in questo contesto con l’obiettivo di ridurre il divario economico e garantire una maggiore stabilità abitativa, soprattutto nei casi in cui il genitore non convivente svolge un ruolo attivo nella crescita dei figli.
Come richiedere il bonus: cosa manca ancora
Nonostante l’inserimento della misura nella Legge di Bilancio 2026, il bonus non è ancora operativo. I commi 234 e 235 dell’articolo 1 prevedono l’istituzione del contributo, ma demandano a un decreto attuativo del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti la definizione degli aspetti fondamentali:
importo del bonus;
limiti ISEE;
modalità di presentazione delle domande;
documentazione richiesta.
Al momento, non è stata indicata una tempistica certa per l’emanazione del decreto, lasciando di fatto la misura sospesa.
Il rischio di ritardi e precedenti poco incoraggianti
L’assenza di un decreto attuativo rappresenta un nodo cruciale. Esperienze recenti, come quella del Fondo per i morosi incolpevoli, dimostrano come il rifinanziamento di una misura non garantisca automaticamente l’accesso ai fondi, a causa di rallentamenti burocratici.
Di conseguenza, molti genitori separati si trovano in una situazione di incertezza: il diritto al contributo è sancito dalla legge, ma mancano gli strumenti concreti per esercitarlo.
Un passo avanti, ma servono tempi certi
Con uno stanziamento iniziale di 20 milioni di euro, il bonus affitto 2026 rappresenta un segnale importante di attenzione verso le famiglie separate e divorziate, una fascia spesso trascurata dalle politiche di welfare tradizionali.