"Pezzotto Tv", smantellata un'altra centrale a Napoli

Oscurati milioni di utenti

A cura di Redazione
28 gennaio 2026 15:00
"Pezzotto Tv", smantellata un'altra centrale a Napoli -
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A pochi giorni dall’avvio delle Olimpiadi invernali, la Polizia di Stato ha smantellato un’infrastruttura informatica illegale utilizzata per la diffusione in streaming di contenuti televisivi protetti da copyright a livello globale. L’operazione, denominata “Switch Off”, è stata coordinata dalla Procura Distrettuale di Catania ed è parte della lotta al cybercrime.

Perquisizioni e sequestri internazionali

Le indagini, condotte dalla Polizia Postale in collaborazione con Eurojust, Europol e Interpol, hanno coinvolto 31 indagati in diversi Paesi: Italia, Regno Unito, Spagna, Kosovo, Romania, Canada, India, Corea del Sud ed Emirati Arabi.

Tra le accuse contestate figurano:

diffusione di palinsesti televisivi a pagamento

accesso abusivo a sistemi informatici

frode informatica

intestazione fittizia di beni

riciclaggio

Il meccanismo delle IPTV illegali

Attraverso un sofisticato sistema informatico, le IPTV illegali catturavano i contenuti live e on demand di piattaforme come Sky, DAZN, Mediaset, Amazon Prime, Netflix, Paramount e Disney+, per poi rivenderli a 10-12 euro al mese.

L’attività illecita raggiungeva oltre 100.000 utenti in Italia e milioni a livello mondiale, coinvolgendo circa mille rivenditori italiani.

Sequestri in Italia e all’estero

In Italia sono state sequestrate tre note piattaforme IPTV illegali (iptvItalia, migliorIptv, DarkTv) e numerosi gruppi Telegram utilizzati per la vendita dei servizi. A Napoli è stata inoltre scoperta una sim-farm, con più di 200 schede telefoniche, decine di smartphone e numerose carte di credito.

All’estero, in Romania, è stata individuata la piattaforma proEuropaTV, che distribuiva contenuti attraverso sei server situati in Romania e in uno Stato africano. Gran parte dei proventi veniva reinvestita in criptovalute.

Risultati dell’operazione

L’intervento ha bloccato l’attività di numerosi rivenditori illegali, oscurando milioni di utenti e interrompendo la diffusione di contenuti audiovisivi protetti da copyright in tutto il mondo.

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