Pazienti parcheggiati nei pronto soccorso, la media è di dieci giorni

“Pazienti bloccati fino a 10 giorni, situazione indegna”

A cura di Redazione
10 gennaio 2026 12:30
Pazienti parcheggiati nei pronto soccorso, la media è di dieci giorni -
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Una situazione definita «scabrosa e indegna» quella dei pronto soccorso dell’area metropolitana di Napoli, dove i pazienti che necessitano di ricovero restano bloccati in area Ps e Obi per una media di dieci giorni, in attesa – spesso inutile – di un trasferimento in reparto. A lanciare l’allarme è Luigi D’Emilio, segretario generale della Cisl Funzione Pubblica di Napoli, che denuncia numeri allarmanti: circa 250 ore di permanenza nei pronto soccorso, a fronte delle 31 ore di media nazionale e delle sei ore previste dalla normativa per l’Osservazione breve intensiva.

Secondo il sindacato, il problema è strutturale: posti letto insufficienti o non resi operativi e una carenza cronica di personale, che in città e in provincia raggiunge appena un terzo del fabbisogno reale. Una condizione che, sottolinea D’Emilio, compromette la sicurezza degli operatori sanitari, la qualità delle prestazioni e viola apertamente il diritto alla privacy dei pazienti, costretti a lunghe attese in ambienti sovraffollati, spesso in promiscuità e con persone di sesso diverso.

Particolarmente critica la situazione nei due principali presidi ospedalieri cittadini. «Nei pronto soccorso del Cardarelli e dell’Ospedale del Mare – evidenzia D’Emilio – si registrano rispettivamente 130 e 100 accessi giornalieri, a fronte di una capienza di circa 40 posti e di una carenza di personale che affonda le radici in scelte regionali del passato, più volte contestate per gli squilibri prodotti nel sistema sanitario campano».

La Cisl critica inoltre il tentativo di rilanciare un vecchio provvedimento sulle indennità di pronto soccorso, già contestato in passato perché destinato a una platea ristretta e distribuito in modo ritenuto iniquo. «Ora – afferma il sindacalista – ci aspettiamo un intervento immediato del presidente Fico, anche per dissipare la sensazione di una continuità tra il precedente governo regionale guidato da De Luca e l’attuale amministrazione, che inizia a emergere in assenza di segnali chiari di discontinuità».

La Cisl Funzione Pubblica annuncia inoltre l’invio di una nota formale ai responsabili della protezione dei dati, della prevenzione della corruzione e della trasparenza delle Asl e delle aziende ospedaliere dotate di pronto soccorso. L’obiettivo è segnalare le continue violazioni della privacy e della riservatezza dei pazienti, spesso lasciati anche scoperti nei corridoi, con gravi lesioni del pudore e della dignità personale.

Il sindacato non esclude infine il ricorso alle vie legali, richiamando l’articolo 32 della Costituzione e la Carta dei Servizi Pubblici Sanitari. «In assenza di risposte certe e tempestive – conclude D’Emilio – agirermo a tutela della salute, che rappresenta il diritto fondamentale della persona umana».

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