Maltrattamenti nella scuola delle suore, marito di un'educatrice paga il conto e viene picchiato

L'uomo davanti a un supermercato

A cura di Redazione
03 marzo 2026 11:30
Maltrattamenti nella scuola delle suore, marito di un'educatrice paga il conto e viene picchiato -
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Aggressione in città ai danni del marito di una delle educatrici coinvolte nell’inchiesta sui presunti maltrattamenti all’asilo delle Battistine. L’episodio si è verificato ieri mattina all’interno di un supermercato di Benevento.

Aggredito al supermercato: prognosi di cinque giorni

L’uomo si trovava presso il supermercato I Sanniti quando è stato colpito con un pugno al volto da un individuo. A seguito dell’aggressione è stato trasportato al pronto soccorso dell’ospedale Fatebenefratelli, dove i medici gli hanno diagnosticato una prognosi di cinque giorni.

La vittima ritiene di aver riconosciuto l’aggressore e si è riservata di presentare denuncia ai carabinieri, che stanno svolgendo accertamenti per chiarire la dinamica e le responsabilità.

Revocato il divieto di dimora per le educatrici

La moglie dell’uomo aggredito, insieme all’altra educatrice coinvolta nell’indagine sui presunti maltrattamenti ai bambini tra i tre mesi e i tre anni, ha ottenuto la revoca del divieto di dimora in città da parte del Tribunale del Riesame di Napoli.

Il provvedimento restrittivo era stato disposto dal gip Roberto Nuzzo, ma è stato modificato con l’imposizione di un nuovo obbligo: la sospensione da ogni rapporto di lavoro per la durata di un anno.

Le suore trasferite in altre strutture

Le tre religiose coinvolte nell’inchiesta – suor Jucelyn, suor Violetta e suor Bertina – hanno lasciato la città e sono state destinate ad altre strutture in attesa degli sviluppi giudiziari.

Le cinque indagate sono accusate sulla base di immagini video che le ritrarrebbero mentre agiscono nei confronti dei 28 bambini ospiti dell’asilo.

Le immagini dell’indagine

Le prime riprese sono state acquisite dai carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando provinciale, coordinati dal procuratore Gianfranco Scarfò e dal sostituto procuratore Olimpia Anzalone.

Le telecamere erano state installate nei quattro locali principali della struttura nel mese di novembre. Ulteriori immagini sono state repertate fino a dicembre, consentendo agli inquirenti di ricostruire giorno dopo giorno la vita all’interno dell’asilo.

Gli elementi raccolti avrebbero confermato quanto denunciato da una volontaria inviata da una cooperativa accreditata per il servizio civile universale, alla quale risultava aver aderito anche la congregazione delle Battistine.

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