Lo Spid di Poste Italiane ora è a pagamento
La novità è stata comunicata direttamente sul portale PosteID
Lo SPID di Poste Italiane non sarà più completamente gratuito. A partire dal secondo anno di utilizzo, gli utenti dovranno versare un contributo annuale di 6 euro per continuare ad accedere ai servizi online che utilizzano il sistema pubblico di identità digitale.
La novità è stata comunicata direttamente sul portale PosteID, attraverso un avviso di “modifica unilaterale delle Condizioni di Servizio”.
Quanto costa lo SPID di Poste
Poste Italiane chiarisce che:
il servizio resta gratuito per il primo anno;
dal secondo anno è previsto un canone di 6 euro all’anno;
il contributo riguarda esclusivamente la funzionalità di accesso ai servizi che espongono il logo SPID.
Chi ha già uno SPID attivo da oltre un anno potrà continuare a utilizzarlo senza interruzioni fino alla scadenza dell’annualità in corso. Il pagamento verrà richiesto solo al termine di quel periodo.
Come pagare il rinnovo
Il versamento del contributo annuale può essere effettuato:
online, tramite carta di pagamento sul sito posteid.poste.it;
di persona, presso qualsiasi ufficio postale.
In quest’ultimo caso è sufficiente comunicare il codice fiscale del titolare dell’identità digitale.
Non è necessario presentare documenti e, se il rinnovo viene richiesto per conto di un’altra persona, non è richiesta la sua presenza.
Cosa succede se non si paga
Se l’utente non rinnova il servizio, l’identità digitale PosteID:
resterà attiva per 24 mesi dall’ultimo accesso;
durante questo periodo non consentirà l’accesso ai servizi SPID;
la funzionalità potrà essere riattivata in qualsiasi momento effettuando il pagamento del contributo annuale.
Chi continua ad avere lo SPID gratuito
Il servizio resta totalmente gratuito per:
minorenni;
cittadini con almeno 75 anni;
residenti all’estero;
titolari di PosteID SPID ad uso professionale.
Il contesto normativo
La decisione si inserisce nel solco tracciato lo scorso ottobre, quando, in occasione del rinnovo della convenzione quinquennale sullo SPID, Assocertificatori, AgID e il Dipartimento per la Trasformazione Digitale della Presidenza del Consiglio avevano aperto alla possibilità di una valorizzazione economica della base utenti, secondo logiche di mercato.