La camorra chiede il "pizzo" anche alle scuole dell'infanzia
Quattro persone in carcere
Le attività legate alle scuole per l’infanzia sarebbero finite sotto la pressione della criminalità organizzata. È questo lo scenario emerso dall’operazione condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna e della Stazione di Acerra, che ha portato all’arresto di quattro persone in provincia di Napoli. Le misure cautelari sono state eseguite in esecuzione di un’ordinanza emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. Gli indagati sono ritenuti gravemente indiziati di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, tra i mesi di luglio e ottobre del 2025 il gruppo avrebbe preso di mira un imprenditore di Acerra, attivo nel settore educativo. Gli indagati, evocando esplicitamente la propria appartenenza alla criminalità organizzata locale, avrebbero avanzato richieste di denaro con l’obiettivo di consentire all’imprenditore di proseguire senza ostacoli la propria attività.
Il ruolo del presunto capo del gruppo
Tra i destinatari del provvedimento figura anche Antonio Aloia, indicato dagli investigatori come il vertice del sodalizio criminale. All’epoca dei fatti l’uomo risultava irreperibile ed è stato catturato lo scorso Natale proprio dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna, ponendo fine alla sua latitanza.
L’indagine si inserisce nel più ampio quadro delle attività di contrasto alla criminalità organizzata nel territorio dell’area nord della provincia di Napoli, con particolare attenzione ai tentativi di infiltrazione nei settori economici e sociali più sensibili.