Il generale che ha lottato contro la Terra dei Fuochi ha il tumore
“Ho avuto un cancro alla prostata, la sanità pubblica mi ha salvato”
Sergio Costa, 67 anni, vicepresidente della Camera dei deputati ed esponente di primo piano del Movimento 5 Stelle, ha raccontato pubblicamente di aver scoperto, alla fine di novembre, di essere affetto da un tumore alla prostata. La rivelazione è arrivata in un’intervista rilasciata a Il Fatto Quotidiano, nella quale Costa ha spiegato di aver scelto di rendere nota la propria condizione di salute per esprimere gratitudine verso la sanità pubblica.
«Ho voluto parlarne per ringraziare il sistema sanitario che mi ha curato e che meriterebbe molte più risorse rispetto a quelle attuali», ha dichiarato. In un’intervista al Corriere della Sera, l’ex ministro ha aggiunto che l’esperienza della malattia gli ha cambiato profondamente la prospettiva: «Quel male mi ha insegnato molto, soprattutto che le beghe politiche contano poco o nulla».
Come sta Sergio Costa: cure concluse, attesa per gli esami di marzo
Costa ha spiegato di aver concluso il ciclo di radioterapia il 31 dicembre. A marzo saranno effettuati gli esami decisivi per stabilire se la malattia sia stata definitivamente sconfitta.
Il vicepresidente della Camera ha espresso grande fiducia nei medici che lo hanno seguito a Napoli, citando in particolare Cesare Guida, specialista di riferimento in radioterapia oncologica. «Mi hanno dato ottime speranze – ha raccontato – e sono stato fortunato ad accorgermi in tempo che qualcosa non andava».
I costi delle cure e le difficoltà dei pazienti oncologici
Nel suo racconto, Costa ha voluto accendere i riflettori anche sulle criticità economiche che affrontano molti pazienti oncologici. Pur beneficiando dell’esenzione dai ticket, ha spiegato di aver dovuto sostenere spese personali superiori ai 100 euro per acquistare integratori utili a contrastare gli effetti collaterali delle terapie.
«Penso a quanti italiani non possono permetterselo», ha sottolineato, ribadendo la necessità di rafforzare la sanità pubblica e garantire cure realmente accessibili a tutti.
La scelta di curarsi a Napoli: “Nessun privilegio”
Costa ha raccontato di aver scelto consapevolmente di curarsi a Napoli, presso l’Ospedale del Mare, senza ricorrere ad alcun trattamento privilegiato. «Non ho mai accettato scorciatoie – ha spiegato – e ho trovato un’assistenza di altissimo livello».
L’esperienza lo ha spinto a sostenere pubblicamente il lavoro dei medici e del personale sanitario, raccogliendo l’invito ricevuto durante il percorso di cura.
Il legame con la Terra dei Fuochi e il tema ambientale
L’ex generale del Corpo forestale dello Stato, che per primo condusse le indagini e gli scavi sui rifiuti nella Terra dei Fuochi, non nasconde che il pensiero sia andato anche agli anni trascorsi sul territorio.
«Ho pensato ai veleni respirati in quegli anni, da me e da tanti altri», ha detto. Pur riconoscendo che il tumore alla prostata è il più diffuso negli uomini sopra i 65 anni, Costa ha ricordato il dato allarmante dell’aumento dei casi oncologici nella Terra dei Fuochi, definendolo un elemento che continua a destare forte preoccupazione.