Giulia perde la sua battaglia con l'anoressia, aveva 28 anni
Una vita di volontariato dedicata agli altri
Fragile e allo stesso tempo determinata, capace di una forza silenziosa che si traduceva in impegno quotidiano e dedizione assoluta agli altri. Giulia Mandolini è scomparsa ieri a soli 28 anni, al termine di una lunga e difficile battaglia per la vita. La città di Jesi perde una giovane donna che ha fatto del volontariato una missione, senza mai arretrare neppure nei momenti più duri.
Volontaria instancabile della Croce Rossa Italiana di Jesi, dell’Avis Jesi, del Teatro Giovani Pirata e di numerose realtà associative, Giulia era presente ovunque ci fosse bisogno di cuore, ascolto e solidarietà.
Il ricordo della Croce Rossa
A ricordarla è il presidente della Croce Rossa di Jesi, Elia Emma, che ne ha sottolineato l’esempio umano e civile:
“Il suo ricordo resterà indelebile e continuerà ad accompagnare tutti i nostri volontari, animati dalla stessa passione e dallo stesso coraggio che l’hanno sempre contraddistinta in ogni servizio”.
Giulia combatteva da tempo contro l’anoressia, una malattia che non le aveva però mai spento il desiderio di essere utile agli altri. Anche nei periodi di ricovero, continuava a riflettere pubblicamente sull’importanza della cura e dell’aiuto reciproco.
Un messaggio di consapevolezza e speranza
Durante uno dei suoi ricoveri aveva scritto sui social:
“Farsi aiutare non è facile, accettarlo ancor meno, ma ritrovare la serenità deve essere l’obiettivo”.
Parole che oggi assumono il valore di un testamento morale, rivolto soprattutto ai più giovani.
L’impegno con Avis e la cultura del dono
Tra le esperienze più significative, il lungo percorso con l’Avis Jesi e il gruppo degli “Attori di volontariato”, impegnato nella promozione della cultura della donazione nelle scuole superiori.
A ricordarla è Paolo Gubbi:
“Voglio ricordarti con il tuo sorriso, i tuoi occhi azzurri e la tua immensa simpatia. Per nove anni abbiamo portato avanti un lavoro enorme di sensibilizzazione, interrotto solo dal Covid. Quel bene fatto non sarà dimenticato. Come non lo sarai tu”.
Una vita vissuta con e per gli altri
Giulia trovava libertà nei libri, nei viaggi, nell’incontro con le persone. Faceva parte del gruppo jesino di Azione Cattolica e della pastorale giovanile dei Frati Minori delle Marche, partecipando anche a missioni e giubilei all’estero con il progetto Marche Terra Giovane.
Era “affamata di vita”, come la ricordano gli amici, e con quello stesso entusiasmo ha attraversato il mondo, sempre con lo sguardo rivolto agli altri.