Furti nelle case, ecco i nomi dei 38 arrestati

I furti commessi nelle province di Napoli, Caserta, Benevento, Salerno e Avellino, ma anche nel Basso Lazio, tra Frosinone e Roma

A cura di Redazione
14 gennaio 2026 20:00
Furti nelle case, ecco i nomi dei 38 arrestati -
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Un vero e proprio “consorzio del crimine” specializzato nei furti in abitazione è stato smantellato dai carabinieri dopo una lunga e complessa indagine durata 16 mesi. Sono 38 le persone finite in manette, accusate a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata ai furti in casa, ricettazione e truffe aggravate ai danni di vittime in condizioni di minorata difesa.

Gli arrestati sono: Giuseppe Agerola (Napoli, 11/01/1983), Salvatore Autiero (Napoli, 23/12/1982), Antonietta Caiazza (Napoli, 17/01/1968), Mauro Caizza (Napoli, 21/03/1971), Pasquale Caiazza (Pollena Trocchia, 26/07/1994), Maurizio Cangiano (Mugnano, 23/02/1982), Salvatore Cangiano (Napoli, 26/04/1973), Luigi Cavuoto (Napoli, 28/06/1975), Antonio Corduas (Napoli, 01/10/1990), Aniello Di Napoli (Napoli, 26/12/1988), Carmine Di Napoli (Napoli, 26/01/1956), Salvatore Di Napoli (Napoli, 28/10/1960), Michele Esposito (Napoli, 06/01/1984), Ciro Fabiano (Napoli, 20/07/1958), Gennaro Grammatico (Napoli, 05/12/1981), Giuseppe Grammatico (Napoli, 04/02/1977), Gennaro Guarracino (Napoli, 11/03/1978), Maria Pia Iovine (Napoli, 07/11/1998), Antonio Leporanico (Napoli, 08/03/1949), Pasquale Maglione (Napoli, 16/02/1977), Sara Marino (Napoli, 03/03/1981), Emanuele Marotta (Napoli, 30/07/1993), Dario Marra (Napoli, 19/11/1987), Alessandro Massimo (Napoli, 06/09/1996), Alfredo Massimo (Napoli, 10/01/1966), Vincenzo Massimo (Napoli, 09/05/1991), Angelo Michelini (Napoli, 31/01/1988), Roberto Micillo (Napoli, 13/10/1996), Maurizio Minichini (Napoli, 04/12/1975), Vincenzo Moccia (Napoli, 19/10/1975), Paolo Monaco (Napoli, 31/05/1964), Enrico Parisi (Napoli, 07/12/1988), Pasquale Pisa (Napoli, 13/09/1992), Gennaro Rizzo (Napoli, 11/09/1980), Alessandro Russo (Napoli, 08/08/1990), Lucio Russo (Napoli, 21/04/1971), Ivan Sperati (Napoli, 21/06/1983), Ciro Talotti (Napoli, 02/02/1983).

L’ordinanza di custodia cautelare, firmata dal gip Dario Berrino, è stata eseguita dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli, al termine di un’inchiesta coordinata dalla Procura di Napoli Nord. Secondo quanto emerso, il cartello criminale era strutturato in sette gruppi operativi, capaci di muoversi in maniera autonoma ma coordinata, e avrebbe messo a segno circa un centinaio di colpi tra giugno 2023 e ottobre 2024.

I furti e le truffe sono stati commessi nelle province di Napoli, Caserta, Benevento, Salerno e Avellino, ma anche nel Basso Lazio, tra Frosinone e Roma. In totale sono 65 i capi d’imputazione contestati. Le indagini hanno preso le mosse da un furto in abitazione avvenuto a Casoria, dal quale gli investigatori sono riusciti a ricostruire una rete criminale molto più ampia. Complessivamente, le notizie di reato confluite in Procura superano il centinaio.

Gli inquirenti hanno ricostruito 40 furti in abitazione consumati e 3 tentati, 92 tentativi mai andati a segno, 8 episodi di ricettazione e 3 truffe aggravate, realizzate con la cosiddetta “tecnica dello specchietto”. Il bottino complessivo ammonta a circa 105mila euro, tra denaro contante, gioielli, monili in oro e argento. In alcuni casi, la banda sarebbe riuscita a mettere a segno fino a dieci furti in un solo giorno, anche se parte della refurtiva è stata recuperata.

Le modalità operative erano quasi sempre le stesse: sopralluoghi preliminari, studio delle abitudini delle vittime, talvolta anche pedinamenti, quindi l’azione vera e propria con l’ausilio di due o tre vedette poste all’esterno. I “topi d’appartamento” si introducevano nelle abitazioni utilizzando chiavi alterate o universali, riuscendo in alcune occasioni a portar via persino le casseforti.

Nel mirino del gruppo erano finiti anche obiettivi di altissimo profilo: tra i raid pianificati, poi non portati a termine, figurano quelli a Fregene, in particolare ville riconducibili alla famiglia Fendi e al governatore della Banca d’Italia, protette però da sistemi di sicurezza troppo avanzati per la banda.

Tutto era organizzato nei minimi dettagli, compreso l’uso di telefoni “citofono” e vecchi cellulari con schede GSM per evitare intercettazioni. Non sono mancati però gli imprevisti: in alcuni colpi il bottino è stato irrisorio, come nel caso di un furto concluso con appena cinque euro in monete, o con oggetti di semplice bigiotteria, privi di reale valore.

Tra i soggetti ritenuti di maggiore spessore criminale spicca Alfredo Massimo, considerato dagli investigatori un elemento di vertice, con oltre vent’anni di esperienza criminale. Individuato anche uno dei ricettatori nel Borgo Orefici di Napoli, a conferma – sottolineano gli inquirenti – che nonostante i controlli, nel settore restano ancora sacche di illegalità.

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