Falsificata cartella clinica della neomamma, chiesti 5 anni per il titolare della clinica

Al centro del processo c’è la cartella clinica di Francesca Oliva

A cura di Redazione
13 gennaio 2026 14:30
Falsificata cartella clinica della neomamma, chiesti 5 anni per il titolare della clinica -
Condividi

La Procura di Santa Maria Capua Vetere ha chiesto cinque anni di reclusione per Vincenzo Schiavone, imprenditore e patron del Pineta Grande Hospital di Castel Volturno, accusato di falso in atto pubblico in concorso con tre medici della struttura sanitaria. Al centro del processo c’è la cartella clinica di Francesca Oliva, 29 anni, originaria di Gricignano d’Aversa, morta nel maggio del 2014 per setticemia, pochi giorni dopo aver dato alla luce tre gemelli. Due dei neonati, un maschio e una femmina, morirono; la terza figlia sopravvisse.

Le accuse: cartella clinica alterata dopo la morte

Secondo l’accusa, la documentazione sanitaria della paziente sarebbe stata modificata post mortem. In particolare:

sarebbe stato inserito retroattivamente un antibiotico ad ampio spettro che, per gli inquirenti, non fu mai somministrato;

sarebbe stato eliminato ogni riferimento alle condizioni di malessere generale della donna;

le alterazioni avrebbero avuto lo scopo di attenuare le responsabilità sanitarie della struttura.

Francesca Oliva era stata trasferita alla Pineta Grande dall’ospedale di Giugliano in Campania.

Dal processo per omicidio colposo al procedimento per falso

Il procedimento per falso nasce come filone separato del processo principale per omicidio colposo plurimo. Nell’ottobre 2021, il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (presidente Roberta Carotenuto) assolse 14 medici imputati per la morte della donna, tra cui:

tre sanitari della Pineta Grande;

nove dell’ospedale di Giugliano.

L’assoluzione fu pronunciata “per non aver commesso il fatto”, ma il tribunale riconobbe errori clinici significativi attribuibili al ginecologo di fiducia della paziente, Sabatino Russo, deceduto nel 2017.

Le richieste della Procura

Durante la requisitoria, i pubblici ministeri Giacomo Urbao e Gerardina Cozzolino hanno chiesto:

5 anni di carcere per Vincenzo Schiavone;

3 anni e 6 mesi per i medici Gabriele Vallefuoco e Giuseppe Delle Donne;

3 anni per il medico Stefano Palmieri.

Anche la difesa dei familiari della vittima, rappresentata dall’avvocato Raffaele Costanzo, ha chiesto la condanna di tutti gli imputati.

Le prossime udienze

Il processo tornerà in aula il 23 febbraio, data fissata per le arringhe difensive.

In precedenza era stata stralciata per difetto di notifica la posizione di altri due imputati, Gianluca Salvatore Russo e Giorgio Conte, dipendenti della clinica addetti ai servizi informatici, per i quali si procede in separato giudizio.

Segui il Fatto Vesuviano