Collettore perde, cloaca in mare nel Golfo di Napoli

Allarme ambientale nell’area

A cura di Redazione
01 gennaio 2026 13:30
Collettore perde, cloaca in mare nel Golfo di Napoli -
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Nei giorni scorsi è stato segnalato un intenso e prolungato scarico di liquami in mare a Cala Badessa, lungo la costa dell’area di Bagnoli-Coroglio. Il fenomeno è stato rilevato in prossimità dello scarico di troppo pieno del collettore ASA e ha interessato un tratto di mare di particolare valore ambientale.

Secondo le prime verifiche, lo sversamento sarebbe riconducibile alle condotte sottomarine dell’impianto di Coroglio, che attraversano i fondali in quel punto e che risulterebbero danneggiate. L’episodio appare collegato ai lavori in corso sull’emissario di Cuma, avviati il 21 dicembre, che hanno comportato il temporaneo dirottamento dei reflui urbani verso gli scarichi a mare. Questi ultimi insistono all’interno di una Zona Speciale di Conservazione (ZSC) europea e nelle immediate vicinanze dell’Area Marina Protetta.

Dopo oltre otto giorni di fuoriuscite continue, lo scarico risulterebbe attualmente interrotto. Tuttavia, l’accaduto riporta con forza al centro del dibattito una criticità strutturale mai risolta: la presenza di un sistema di bypass fognari in una delle aree costiere di maggior pregio ambientale, paesaggistico e culturale del territorio.

Un sistema al servizio di oltre 200 mila abitanti

Il sistema di scarichi in questione è costituito da una galleria scolmatrice e da condotte sottomarine che servono un bacino di utenza di oltre 200.000 persone. Raccoglie sia acque nere sia acque di dilavamento urbano provenienti da un’area di circa 2.100 ettari, caratterizzata per oltre il 75 per cento da un’elevata urbanizzazione.

Nell’ambito del programma di risanamento PRARU Bagnoli-Coroglio, anziché procedere alla rimozione di questi scarichi – richiesta avanzata da anni – è stato approvato un progetto che ne prevede il mantenimento e il potenziamento. L’intervento include il raddoppio della portata del collettore ASA, la realizzazione di un secondo scarico di bypass lungo la costa e l’installazione di una terza condotta sui fondali marini della ZSC.

Il rischio permanente per un’area protetta

Anche a fronte di eventuali miglioramenti tecnologici degli impianti, la presenza di scarichi fognari di tali dimensioni a pochi metri dal confine dell’Area Marina Protetta e all’interno di una Zona Speciale di Conservazione rappresenta un rischio ambientale strutturale e permanente. Basta un guasto, un intervento di manutenzione ordinaria o straordinaria, o eventi meteorologici intensi – come quelli attesi nei prossimi giorni – per innescare nuove emergenze ambientali.

Il principio di precauzione, sancito dall’articolo 191 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea, stabilisce che anche la sola probabilità di un danno ambientale dovrebbe indurre le autorità a scegliere soluzioni progettuali alternative, in grado di prevenire impatti irreversibili sugli ecosistemi.

Con l’arrivo di nuove piogge e il conseguente aumento dei flussi fognari, il timore è che episodi simili possano ripetersi, aggravando una situazione già considerata da molti una vera e propria bomba ecologica nel cuore della costa napoletana.

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