Vongole, capitoni e anche i dolci: aumenta tutto e di molto

Spesa più alta soprattutto per pesce e alcolici

A cura di Redazione
23 dicembre 2025 06:00
Vongole, capitoni e anche i dolci: aumenta tutto e di molto -
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Il cenone di Capodanno 2025 costerà di più rispetto allo scorso anno, ma senza picchi improvvisi. L’incremento medio dei prezzi si colloca tra il 5% e il 10% su base annua, un aumento contenuto che conferma una crescita rallentata dei costi alimentari. È quanto emerge dall’analisi condotta ascoltando le principali associazioni di categoria del commercio e dei consumatori in Campania.

Il dato più significativo riguarda il cambiamento delle abitudini di spesa: molte famiglie scelgono di acquistare meno prodotti e ridurre le porzioni, con l’obiettivo di contenere l’esborso complessivo. Un comportamento influenzato anche dal contesto internazionale, tra conflitti geopolitici, rincari energetici e costi di trasporto più elevati.

Aumenti moderati, ma il pesce resta il più caro

Secondo Confcommercio Napoli, l’aumento medio dei prezzi alimentari si attesta intorno al 5%, ma alcuni prodotti registrano rincari più marcati. Tra questi spiccano:

Burro: +20%

Olio extravergine d’oliva: +9,7%

Verdura fresca: +10,9%, con punte del +23,7% per i pomodori e +11,2% per l’insalata

Cioccolato: +8,5%

Caffè: +13,3%

Il comparto più colpito resta quello ittico. Le vongole veraci arrivano fino a 55 euro al chilo, mentre quelle allevate oscillano intorno ai 30 euro. La media di mercato si assesta sui 40 euro al chilo. In aumento anche gamberoni e calamari (+10%), mentre cozze importate e pesce allevato segnano rincari più contenuti, intorno al 5%.

Dolci natalizi più cari, soprattutto quelli artigianali

Non fanno eccezione i dolci tradizionali. I panettoni registrano un aumento medio dell’8%, con un divario sempre più netto tra prodotti industriali e artigianali. Un panettone industriale costa in media 10 euro, mentre uno artigianale può superare i 40 euro, con variazioni significative da città a città.

Anche frutta secca e dolci tipici come i rococò risultano più cari, con aumenti compresi tra il 5% e il 10%, secondo Federconsumatori Campania.

Alcolici in rialzo: prosecco e spumanti più costosi

Tra i rincari più evidenti spiccano quelli degli alcolici. Un prosecco di fascia media oggi costa tra i 10 e i 15 euro, contro gli 8-10 euro dello scorso anno. Un aumento che affonda le radici nel periodo pandemico e si è consolidato con il conflitto tra Russia e Ucraina, incidendo sui costi energetici e logistici.

Ristoranti: cenoni stabili, aumenti assorbiti dalle imprese

Sul fronte della ristorazione, non si prevedono aumenti significativi per i clienti. I prezzi dei cenoni nei ristoranti crescono in media del 3% rispetto al 2024. La spesa pro-capite si colloca tra i 90 e i 100 euro, con punte di 160 euro per le proposte gourmet.

Secondo le associazioni di categoria, i costi per le imprese sono aumentati di circa il 10% tra il 2024 e il 2025, soprattutto per materie prime come farina, pasta e olio. Tuttavia, molti ristoratori hanno scelto di assorbire parte degli aumenti per non scoraggiare la clientela.

Consumatori più prudenti: meno acquisti e budget ridotto

Confesercenti Campania evidenzia come il caro vita stia incidendo sulle scelte delle famiglie: il trasporto ha quasi raddoppiato i costi e il carburante è passato da 1,6 a 1,8 euro al litro. Al Sud, per il cenone si spende in media circa 55 euro a persona, pari al 23% della tredicesima, contro i 46 euro dello scorso anno.

Federconsumatori conferma un aumento dei prezzi nel complesso moderato, ma segnala un dato chiave: la quantità di prodotti acquistati è in netto calo, segno di una maggiore attenzione al budget e di una crescente prudenza nei consumi.

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