Violenza sulle donne, troppi casi anche a Natale

Tre storie nuove e purtroppo da raccontare

A cura di Redazione
27 dicembre 2025 23:00
Violenza sulle donne, troppi casi anche a Natale -
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La violenza contro le donne non conosce pause, nemmeno durante le festività natalizie. A pochi giorni dalla morte di Anna Tagliaferri, la 40enne uccisa il 21 dicembre a Cava de’ Tirreni dal compagno che poi si è tolto la vita, emergono nuove e drammatiche vicende che raccontano un fenomeno ancora profondamente radicato.

In Campania, altre due donne sono sopravvissute a episodi di estrema violenza domestica e persecutoria. Sono vive, ma segnate per sempre.

Sant’Antonio Abate, pestata in casa davanti ai figli

A Sant’Antonio Abate, in provincia di Napoli, i carabinieri sono intervenuti il giorno di Santo Stefano dopo la segnalazione di una violenta lite familiare. Un uomo di 66 anni ha aggredito la moglie, 61 anni, all’interno dell’abitazione.

Secondo la ricostruzione dei militari, la donna è stata colpita ripetutamente: prima con un ferro da stiro, poi con un mestolo, infine con il volto sbattuto contro lo spigolo del frigorifero. L’aggressione è avvenuta sotto gli occhi dei figli, di 31 e 24 anni, che hanno tentato invano di fermare il padre.

All’arrivo dei carabinieri, l’appartamento mostrava evidenti segni della violenza: l’albero di Natale a terra, stoviglie e bottiglie sul pavimento, cerniere della porta della cucina distrutte. La donna è stata trasportata in ospedale: il referto parla di fratture costali multiple, sia composte che scomposte. L’uomo è stato arrestato per maltrattamenti in famiglia.

Ponticelli, colpi di pistola contro l’auto della ex

Un altro episodio si è verificato il giorno di Natale a Napoli, nel quartiere Ponticelli. Una donna di 25 anni ha vissuto momenti di terrore quando il suo ex compagno, un 32enne già denunciato più volte e sottoposto a divieto di avvicinamento, ha sparato contro la sua auto parcheggiata sotto casa.

La donna ha riconosciuto l’uomo grazie alle immagini del sistema di videosorveglianza. Sul posto sono stati rinvenuti due fori di proiettile sul cofano e due bossoli a terra. Ai carabinieri ha raccontato oltre due anni di minacce, persecuzioni e violenze, molte delle quali mai denunciate per paura.

Dopo oltre 24 ore di ricerche, l’uomo è stato rintracciato e arrestato nella sua abitazione. È stato trasferito in carcere con l’accusa di atti persecutori.

Milano, badante sequestrata e violentata dall’ex

La stessa violenza si ripete anche lontano dal Sud. A Milano, una badante di origine peruviana è stata aggredita dal suo ex compagno, un ventenne già condannato per maltrattamenti in famiglia.

L’uomo si è presentato nell’abitazione dove la donna lavorava, le ha strappato il telefono, l’ha minacciata con un coltello alla gola, trascinata in camera e violentata. Al termine dell’aggressione le ha chiesto 1.000 euro per restituirle il cellulare.

La donna non ha urlato né chiesto aiuto per paura di perdere il lavoro. Solo dopo essere riuscita a liberarsi ha dato l’allarme. L’uomo, già condannato a due anni con pena sospesa, è stato arrestato e condotto in carcere.

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