Raid di camorra con i killer armati, mentre una bimba li guarda

La foto è terribile e finisce nell’inchiesta

A cura di Redazione
20 dicembre 2025 21:59
Raid di camorra con i killer armati, mentre una bimba li guarda -
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Un’immagine scattata il 24 giugno 2023 è diventata uno dei simboli più inquietanti dell’inchiesta sul gruppo di fuoco della camorra attivo nel rione Sanità, a Napoli. La fotografia, ora agli atti dell’indagine, ritrae due uomini armati in sella a scooter, pistola in pugno, mentre percorrono le strade del quartiere. Accanto a loro, sul marciapiede, una bambina di circa dieci anni assiste alla scena come se fosse parte della quotidianità.

Secondo gli inquirenti, i due uomini erano probabilmente pronti a compiere una “stesa”, azione intimidatoria tipica della criminalità organizzata che consiste nello sparare all’impazzata per affermare il controllo del territorio.

Otto arresti grazie alle telecamere nascoste

La fotografia è emersa nell’ambito dell’indagine condotta dai Carabinieri e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, che ha portato all’arresto di otto persone. A pubblicarne i dettagli sono stati Il Mattino e la Repubblica Napoli.

Gli indagati, secondo l’accusa, circolavano armati per le strade del quartiere sia per monitorare la situazione criminale sia per esercitare un potere intimidatorio costante sulla popolazione. In uno di questi raid, all’altezza di un vero e proprio “checkpoint” della camorra, si trovava la bambina immortalata nello scatto.

La spavalderia che ha tradito il clan

Quella stessa ostentazione di forza si è però rivelata decisiva per le indagini. Gli arresti sono stati possibili grazie all’analisi delle immagini riprese da telecamere nascoste, che hanno documentato i movimenti armati del gruppo e consentito di ricostruire ruoli e responsabilità.

La denuncia di Borrelli: “Bambini crescono nella violenza”

Durissimo il commento del parlamentare Francesco Emilio Borrelli (Alleanza Verdi e Sinistra), che ha definito le immagini “agghiaccianti”.

“Rappresentano l’emblema di ciò che accade quotidianamente in alcune aree della città – ha dichiarato – dove la camorra detta legge e i più piccoli crescono immersi nella violenza e nel terrore”.

Secondo Borrelli, quelle immagini raccontano cosa significhi vivere in quartieri lasciati per troppo tempo sotto l’egemonia dei clan, tra stese, checkpoint criminali e armi esibite come simboli di potere. “È un messaggio chiaro: intimidire la popolazione e abituare i bambini alla cultura della sopraffazione, fino a quando non ci scappa il morto”.

“Violenza che colpisce intere comunità”

Per il parlamentare, la violenza camorristica non colpisce solo le vittime dirette, ma intere comunità. Da qui il ringraziamento alla magistratura e alle forze dell’ordine, accompagnato però da una richiesta netta: “Ora serve un passo in più”.

Tra le azioni indicate, una maggiore presenza delle forze dell’ordine e l’eliminazione di murales e altarini dedicati a criminali e baby criminali, considerati simboli di una cultura da sradicare.

“Siamo e resteremo dalla parte degli occhi innocenti della bambina della Sanità – conclude Borrelli – affinché non debba mai più assistere a scene del genere”.

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