Pronto soccorso, in tanti attendono più di 8 ore
C’è chi, stanco di aspettare, lascia il pronto soccorso prima ancora di essere visitato. E c’è chi resta in attesa oltre 8 ore prima di essere preso in carico. Uno scenario sempre più frequente in div...
C’è chi, stanco di aspettare, lascia il pronto soccorso prima ancora di essere visitato. E c’è chi resta in attesa oltre 8 ore prima di essere preso in carico. Uno scenario sempre più frequente in diverse strutture italiane, fotografato da una nuova analisi di Agenas pubblicata da Quotidiano Sanità, che offre una mappa delle situazioni più critiche. L’elaborazione distingue tra ospedali universitari e ospedali generali, evidenziando forti differenze territoriali: le difficoltà maggiori si concentrano soprattutto nel Mezzogiorno e in alcune grandi aree metropolitane.
Ospedali non universitari: Sicilia e Campania tra le aree più critiche
Abbandoni prima della visita
Il tasso più alto di abbandoni si registra al Giaccone di Palermo con il 18,8%. Seguono:
Tor Vergata (Roma) 15,7%
Martino di Messina 13,3%
Cagliari 11,8%
Riuniti di Foggia 11,6%
Sant’Andrea di Roma 10,9%
Tra gli ospedali più efficienti:
Padova 1,0%
San Matteo di Pavia 1,2%
Verona 1,9%
Tra le grandi strutture non universitarie spiccano dati ancora più elevati:
Riuniti Villa Sofia–Cervello (Palermo) 24,7%
Dei Colli (Napoli) 23,1%
Vincenzo Benfratelli (Palermo) 18,2%
Garibaldi di Catania 15,6%
Cardarelli di Napoli 12,8%
Mauriziano di Torino 12,5%
Brotzu di Cagliari 11,5%
I tassi più bassi sono al Santa Maria di Terni (0,3%).
Permanenze oltre 8 ore
Nei pronto soccorso non universitari, il record negativo spetta ai Riuniti di Palermo con il 20,7% degli accessi. Seguono:
Cardarelli di Napoli 20,4%
Significa che 1 paziente su 5 attende più di 8 ore in queste strutture.
Tra le strutture più virtuose:
Padova e Potenza-San Carlo, entrambe con 1%.
Ospedali universitari: Roma e Sud ai primi posti per attese
Nel segmento degli ospedali universitari il dato più critico riguarda il Policlinico Tor Vergata di Roma, che raggiunge il 25,2% di pazienti con permanenza oltre le 8 ore: il valore più alto dell’intera indagine.
Seguono:
Sant’Andrea (Roma) 23,6%
Cagliari 23,1%
Giaccone di Palermo 21,9%
Careggi (Firenze) 18,5%
Maggiore della Carità di Novara 18,2%
I valori più bassi:
Padova 2,9%
Renato Dulbecco di Catanzaro 4,6%
Un’Italia a due velocità
Il quadro che emerge è quello di un’Italia spaccata: strutture di eccellenza con tempi d’attesa contenuti e bassi tassi di abbandono convivono con pronto soccorso dove l’ingolfamento è cronico e le attese diventano insostenibili. Una situazione che, secondo Agenas, risente di carenze di personale, pressione demografica, assenza di filtri territoriali e difficoltà organizzative che colpiscono più duramente il Sud e i grandi centri urbani.