McFratm, c'è ancora vita dopo la morte del proprietario

La storia di Massimo Chiaiese e del panino diventato simbolo

A cura di Redazione
14 dicembre 2025 23:02
McFratm, c'è ancora vita dopo la morte del proprietario -
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«Volevamo creare un luogo dove sentirsi a casa, mangiare un buon panino e condividere un sorriso». È con queste parole che Maria Murolo, titolare della paninoteca McFratm, racconta la nascita del locale fondato insieme al marito Massimo Chiaiese, scomparso tragicamente lo scorso 23 maggio durante la notte dei festeggiamenti per il quarto scudetto del Napoli.

Massimo perse la vita in seguito a un grave incidente stradale, in una notte che avrebbe dovuto essere di festa. Il suo nome, però, è rimasto impresso nella memoria di molti grazie a un’idea semplice e diventata virale: il panino McTominay, creato in omaggio al calciatore protagonista della storica vittoria contro il Torino, con due gol decisivi per il trionfo azzurro.

Il racconto sui social: «Ho scelto di andare avanti»

Nei giorni scorsi, la storia di Massimo e di McFratm è tornata al centro dell’attenzione attraverso un video pubblicato sui canali social del locale. Protagonista è la stessa Maria Murolo, che ha deciso di raccontarsi davanti al pub, il luogo che più di ogni altro rappresenta il sogno condiviso con il marito.

«Il destino ha interrotto il nostro cammino», racconta con emozione. «Avrei potuto fermarmi, ma ho scelto di continuare. Per lui, per il nostro sogno e per tutto quello che avevamo costruito insieme».

McFratm oggi: un progetto che va oltre il cibo

Nonostante il dolore, Maria ha deciso di portare avanti l’attività con la stessa determinazione che animava Massimo. «Oggi continuo con la stessa forza e la stessa energia», spiega. «Ogni panino è un pensiero per lui, ogni sorriso dei clienti è la conferma che stiamo facendo la cosa giusta».

McFratm, sottolinea, non è solo una paninoteca. È diventato un luogo di memoria e condivisione, un simbolo di resilienza e di amore trasformato in impresa. «McFratm è più di un panino: è un sogno che continua. Perché McFratm è Massimo».

Una storia che intreccia passione, lavoro e sentimento, e che dimostra come anche da una perdita profonda possa nascere una forza capace di tenere vivo un progetto e il ricordo di chi lo ha reso possibile.

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