Grave patologia alla placenta, ma Samantha riesce a diventare mamma

Dopo dieci anni di tentativi arriva il lieto epilogo

A cura di Redazione
28 dicembre 2025 14:30
Grave patologia alla placenta, ma Samantha riesce a diventare mamma -
Condividi

Dopo dieci anni di tentativi, quattro fecondazioni assistite fallite e una gravidanza interrotta, Samantha, 43 anni, originaria di Parolise in provincia di Avellino, è finalmente diventata mamma. Una storia complessa e ad alto rischio, segnata anche da una grave forma di accretismo placentare, che si è conclusa con un lieto fine grazie all’intervento di un’equipe altamente specializzata.

Accanto a lei il marito Carmine, 44 anni, dipendente di un noto ristorante di Chiusano di San Domenico.

«Questo è il Natale più bello della nostra vita – ha raccontato la neo-mamma – per la prima volta lo festeggeremo in tre».

Una gravidanza difficile seguita passo dopo passo

Prima di arrivare alla nascita della bambina, Samantha aveva affrontato quattro cicli di fecondazione assistita: tre senza esito e uno conclusosi con un aborto alla decima settimana. Solo al quinto tentativo la gravidanza ha avuto un decorso positivo.

Vista la complessità del quadro clinico – età materna avanzata, presenza di numerosi miomi e una severa endometriosi – la coppia si è affidata al Centro di Fecondazione Assistita di Napoli, sotto la guida del dottor Raffaele Petta, direttore del servizio di gravidanza a rischio.

La gestazione è stata seguita con monitoraggi costanti, controlli clinici ed ecografici frequenti, flussimetrie e profili biofisici ravvicinati, soprattutto nelle fasi più avanzate.

Il ricovero e il cesareo per sospetto accretismo placentare

Alla 38ª settimana, la donna è stata ricoverata presso il reparto di Ostetricia del Malzoni Research Hospital, diretto dalla dottoressa Annamaria Malzoni. A seguito del sospetto di accretismo placentare, è stato deciso un taglio cesareo programmato.

L’intervento è stato eseguito dal professor Carmine Malzoni, affiancato dal dottor Lucio De Vito, dal dottor Raffaele Petta, dall’ostetrica Mariangela Cucciniello e dal personale infermieristico della sala operatoria.

La nascita e un intervento ad altissima complessità

Alle 16.27 del 5 dicembre, è nata una bambina di 3,3 chilogrammi, lunga 51 centimetri, subito affidata al dottor Angelo Izzo, responsabile della Terapia Intensiva Neonatale della struttura.

L’intervento si è rivelato particolarmente complesso per la presenza di voluminose varici uterine, numerosi miomi e un accretismo placentare esteso, con una placenta fortemente aderente alla parete dell’utero. Il distacco ha causato una imponente emorragia, contenuta grazie a punti emostatici e a uno stipato tamponamento uterino, evitando l’asportazione dell’utero.

Cos’è l’accretismo placentare

«L’accretismo placentare è una delle condizioni più temibili in ostetricia – spiega il professor Carmine Malzoni – ed è più frequente nelle gravidanze da fecondazione assistita. La placenta aderisce in modo anomalo alla parete uterina e può penetrare nello strato muscolare, rendendo il distacco estremamente pericoloso. In molti casi è necessario rimuovere l’utero per salvare la vita della paziente. In questo caso siamo riusciti a controllare l’emorragia e a preservare l’utero».

Il ringraziamento della neo-mamma

Commosso il ringraziamento di Samantha:

«Devo tutto al professor Malzoni, che con la sua straordinaria competenza chirurgica ha risolto una situazione potenzialmente drammatica, e al dottor Petta per avermi seguita con attenzione per tutta la gravidanza. Grazie anche a tutto lo staff medico e paramedico del Malzoni Research Hospital per aver reso possibile questo sogno».

Segui il Fatto Vesuviano