Capelli tirati e minacce tra ragazzine, il video diventa virale
Allarme violenza tra giovanissimi
La violenza tra adolescenti continua a manifestarsi in modo sempre più preoccupante, coinvolgendo anche luoghi simbolo dello sport e della socialità. L’ultimo episodio si è verificato ad Aversa, all’esterno dello stadio Augusto Bisceglie, dove due giovanissime sono state protagoniste di una violenta lite sotto gli occhi di passanti e coetanei.
Le immagini della rissa diffuse online
La scena, ripresa con uno smartphone e successivamente circolata sui social, documenta momenti di forte tensione. Nel video si vedono le due ragazze affrontarsi fisicamente tra urla, insulti e minacce, arrivando a strattonarsi e tirarsi i capelli. Il linguaggio utilizzato appare particolarmente aggressivo e carico di odio, suscitando indignazione e preoccupazione.
La denuncia pubblica di Francesco Emilio Borrelli
Il filmato è stato inviato al deputato dell’Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli, che ha deciso di rendere pubblico l’episodio, parlando apertamente di una situazione ormai fuori controllo.
«Quanto accaduto fuori dallo stadio di Aversa è un fatto gravissimo e rappresenta un campanello d’allarme che non possiamo più ignorare – ha dichiarato Borrelli –. È inaccettabile che ragazze così giovani arrivino allo scontro fisico per motivi futili, usando un linguaggio violento e degradante».
Disagio giovanile e fallimento educativo
Secondo il parlamentare, l’episodio è l’ennesima conferma di un disagio profondo che attraversa il mondo giovanile. «Siamo di fronte a un evidente fallimento educativo e sociale – ha aggiunto –. Occorrono maggiori controlli nelle aree di aggregazione, soprattutto in occasione di eventi sportivi, ma anche un intervento strutturato nelle scuole e nei territori per contrastare la cultura dell’odio e della prevaricazione».
Un fenomeno da affrontare con urgenza
L’accaduto riporta al centro del dibattito il tema della violenza tra adolescenti e la necessità di azioni tempestive e coordinate. «Se non si interviene subito – ha concluso Borrelli – il rischio concreto è che episodi di questo tipo diventino la normalità, con conseguenze sempre più gravi sul piano sociale e umano».