Voleva invadere Napoli, arrestato Don Alì

L’arresto di Don Alì, noto su TikTok come il “re dei maranza”, per l’aggressione a un maestro di scuola elementare avvenuta a Torino lo scorso ottobre, riporta alla memoria una vicenda che, nella prim...

23 novembre 2025 10:30
Voleva invadere Napoli, arrestato Don Alì -
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L’arresto di Don Alì, noto su TikTok come il “re dei maranza”, per l’aggressione a un maestro di scuola elementare avvenuta a Torino lo scorso ottobre, riporta alla memoria una vicenda che, nella primavera scorsa, aveva generato indignazione e forte attenzione mediatica a Napoli.

La “chiamata all’invasione del Sud”

Nell’aprile scorso Don Alì, 24 anni, residente a Torino e di origini marocchine, ma con cittadinanza italiana, era diventato un caso nazionale dopo aver pubblicato su TikTok una serie di video in cui lanciava la provocatoria idea di una “invasione del Sud”, con Napoli come prima tappa. Cresciuto nel quartiere Barriera di Milano, il giovane aveva rivolto un appello ai cosiddetti “maranza” di tutta Italia, invitandoli a raggiungere in gruppo il capoluogo campano proprio nel giorno della sfida scudetto Napoli-Inter.

Secondo la narrazione propagata nei video, quella mobilitazione avrebbe dovuto rappresentare una risposta ai ragazzi del Sud che, a suo dire, “si esaltavano” e imitavano modelli di violenza cinematografica. Nei contenuti, diventati rapidamente virali, Don Alì mimava armi immaginarie, evocava tafferugli, scippi e “macelli”, alimentando una retorica di scontro Nord contro Sud costruita per amplificare visibilità e notorietà sui social.

Interrogazioni parlamentari e allerta ordine pubblico

La vicenda aveva suscitato reazioni istituzionali: una interrogazione parlamentare della Lega e un interessamento della Prefettura di Napoli, preoccupata per i potenziali rischi di ordine pubblico. Alla fine, nessun raduno reale si era verificato. L’“invasione” si era rivelata una provocazione digitale priva di conseguenze concrete.

Il caso di Torino: dalle provocazioni online ai fatti contestati

Diverso, invece, l’episodio che ha portato all’arresto del tiktoker. L’aggressione al maestro, avvenuta a Torino, è stata documentata dalla Polizia e costituisce un fatto reale per il quale il giovane dovrà rispondere penalmente. Un passaggio dalle provocazioni sui social a un episodio concreto di violenza, ora al centro delle indagini e dell’azione giudiziaria.

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