Bonus Mamme, vale 3000 euro ogni anno
Si avvicina un passaggio decisivo per l’estensione del Bonus mamme anche alle lavoratrici precarie. La Corte costituzionale, infatti, si pronuncerà a breve sul ricorso sollevato dal Tribunale di Milan...
Si avvicina un passaggio decisivo per l’estensione del Bonus mamme anche alle lavoratrici precarie. La Corte costituzionale, infatti, si pronuncerà a breve sul ricorso sollevato dal Tribunale di Milano (ordinanza n. 217/2024), discusso lo scorso 11 giugno su iniziativa del sindacato Anief.
Il ricorso, dichiarato ammissibile, è stato promosso da Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, con il supporto dei legali Walter Miceli e Nicola Zampieri. L’obiettivo è ottenere il riconoscimento dell’esonero contributivo fino a 3.000 euro annui anche per le madri lavoratrici con contratto a tempo determinato, oggi escluse dalla misura.
La questione di legittimità costituzionale
Secondo i giudici del Tribunale di Milano, la norma che limita l’accesso al Bonus alle sole lavoratrici madri a tempo indeterminato potrebbe violare gli articoli 3, 31 e 117 della Costituzione, oltre che il principio europeo di non discriminazione nei confronti dei contratti a termine.
L’articolo contestato è l’art. 1, commi 180-181, della legge n. 213/2023 (Legge di Bilancio 2024), che esclude:
le madri con contratto a tempo determinato;
le lavoratrici domestiche.
Sentenze già favorevoli alle lavoratrici precarie
Anief ha già ottenuto diverse pronunce positive in vari tribunali italiani, tra cui Lodi, Biella, Vercelli, Torino, La Spezia e Catania. In queste sentenze, i giudici hanno stabilito che la normativa nazionale non può escludere le lavoratrici precarie dal beneficio, in quanto in contrasto con la Direttiva UE 1999/70/CE e con la clausola 4 dell’accordo quadro sui contratti a tempo determinato.
Un esempio significativo arriva dal Tribunale di Lodi, che ha riconosciuto l’agevolazione a una docente madre di due figli con contratto a termine, disapplicando la norma nazionale per violazione del diritto europeo.
Le parole di Anief
«I ricorsi – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – sono stati promossi da docenti, collaboratrici e assistenti scolastiche precarie, madri di due o più figli. In attesa della decisione della Corte costituzionale, i tribunali stanno già riconoscendo il loro diritto al Bonus Mamme, che vale fino a 3.000 euro l’anno. Lo Stato dovrà reperire circa 200 milioni di euro per il 2024 e altri 200 milioni per il 2025 per garantire l’estensione della misura».
Come aderire al ricorso
Il sindacato ricorda che è ancora possibile presentare ricorso per ottenere il riconoscimento del Bonus e interrompere la prescrizione dei crediti contributivi. Le lavoratrici interessate possono richiedere fino a 3.000 euro di risarcimento contributivo attraverso le procedure predisposte da Anief.