Siamo zozzoni e portiamo i rifiuti in strada
I Comuni hanno chiesto di non conferire, in due giorni abbiamo trasformato le nostre città in discariche a cielo aperto
Due giorni. Solo due giorni di difficoltà legate al blocco della raccolta e già in molti Paesi Vesuviani le strade presentano un quadro preoccupante: sacchetti accumulati, rifiuti organici esposti, cartoni abbandonati agli angoli. Insomma monnezza in strada, come i zozzoni. Non è la protesta dei camionisti a aver generato questa situazione. È la nostra scelta di non rispettare gli inviti dei Comuni. Diversi sindaci hanno chiesto con chiarezza di non conferire i rifiuti, di sospendere temporaneamente l’esposizione dei sacchi, di fare uno sforzo collettivo finché i mezzi non fossero riusciti a circolare regolarmente. Una richiesta di buon senso e di responsabilità condivisa. Eppure in troppi abbiamo preferito agire come se nulla fosse. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Accumulare sacchi di spazzatura per strada, senza la certezza del passaggio dei camion della raccolta, attira animali randagi, insetti e roditori. Questo può creare rapidamente gravi problemi igienico-sanitari. Ma tutti se ne fregano. E se ne fregano di fare anche la propria parte. Con prepotenza.
Non serve cercare colpevoli esterni. Quando, di fronte a un disservizio, una parte della comunità decide di ignorare le indicazioni e lasciare i rifiuti per strada, contribuisce attivamente a peggiorare la situazione. Non è civiltà. Non è rispetto per il luogo in cui viviamo. È una mancanza di senso civico che ci riguarda tutti. Gli autotrasportatori stanno portando avanti una protesta legittima su un tema serio come il costo del gasolio. Hanno il diritto di far sentire la loro voce. Ma questo non autorizza nessuno di noi a trasformare i nostri paesi in discariche a cielo aperto. La responsabilità è collettiva.
Cosa possiamo e dobbiamo fare
Rispettare le indicazioni comunali.
Se viene chiesto di non esporre i rifiuti, non si espongono. Punto. Chi ha possibilità di trattenerli in casa o in cortile lo fa. Chi non ha spazio si organizza con i vicini, ma credetemi a gettare i rifiuti in strada sono soprattutto coloro che vivono in appartamenti importanti.
Istituire subito punti di raccolta temporanei.
I Comuni devono indicare aree controllate dove depositare i rifiuti in modo ordinato. Chi porta i sacchi lì fa la cosa giusta. Chi li abbandona per strada va sanzionato con decisione.
Controlli e sanzioni serie.
Non bastano richiami formali. Servono multe concrete e verifiche sul territorio. Solo così si scoraggia il comportamento scorretto.
Protocollo di emergenza rifiuti.
È necessario che Comuni e Prefettura si dotino di un piano automatico da attivare in caso di blocchi prolungati. Non si può improvvisare ogni volta.
Assumersi la responsabilità.
Questa situazione deve farci riflettere. Quando la protesta sarà conclusa, sarà utile fare un bilancio: quali quartieri e quali comuni hanno tenuto e quali invece hanno ceduto. E agire di conseguenza, con educazione ma anche con fermezza. Viviamo in un territorio che merita rispetto. Non possiamo permetterci di trasformarlo in una discarica alla prima difficoltà. La civiltà non è un optional da usare solo quando tutto funziona. È una scelta quotidiana, soprattutto nei momenti più complicati. Altrimenti siamo solo dei zozzoni che ripuliscono le loro case ma che sporcano senza pietà il bene pubblico.