Grosso coltello a scuola, il sindaco di Terzigno vuole incontrare i genitori

L'obiettivo dell'incontro, nelle intenzioni dell'amministrazione, sarebbe quindi quello di aprire uno spazio di confronto e di ascolto

A cura di Redazione
19 settembre 2026 16:00
Grosso coltello a scuola, il sindaco di Terzigno vuole incontrare i genitori -
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Un episodio che ha suscitato preoccupazione all'interno della comunità scolastica e che ora porta il sindaco di Terzigno a chiedere un confronto diretto con lo studente e la sua famiglia. È la vicenda che ha coinvolto un ragazzo di 14 anni dell'Istituto Superiore Striano-Terzigno, trovato con un coltello all'interno dello zaino.A intervenire sulla vicenda è il sindaco Salvatore Carillo, che da una parte definisce quanto accaduto un fatto grave, dall'altra invita a non fermarsi alla sola cronaca dell'episodio, ma a interrogarsi sulle circostanze che lo hanno preceduto.Per questo motivo il primo cittadino ha chiesto di poter incontrare personalmente il ragazzo e i suoi genitori.«Un fatto grave, ma bisogna capire perché sia successo»La posizione espressa dal sindaco parte da una netta condanna dell'accaduto. Allo stesso tempo, Carillo sottolinea la necessità di comprendere cosa abbia portato un adolescente a presentarsi a scuola con un coltello nello zaino.L'obiettivo dell'incontro con la famiglia, nelle intenzioni dell'amministrazione, sarebbe quindi quello di aprire uno spazio di confronto e di ascolto, senza confondere la ricerca delle cause con una giustificazione del comportamento.«Andare oltre l'episodio e provare a capire perché sia successo», è il senso dell'intervento del sindaco, che considera il dialogo con il giovane e con i suoi genitori un passaggio utile per affrontare la situazione.Il tema dell'integrazioneNel suo intervento Carillo ha affrontato anche un altro aspetto della vicenda: il fatto che il quattordicenne sia originario di un altro Paese.Un elemento che, secondo il sindaco, non deve diventare motivo di pregiudizio nei confronti del ragazzo né essere utilizzato per alimentare contrapposizioni all'interno della comunità.Il primo cittadino richiama, in particolare, la storia dell'istituto e del territorio sul fronte dell'accoglienza, sostenendo che un singolo episodio non possa cancellare il lavoro quotidiano svolto da insegnanti, studenti e famiglie.«Questa scuola, così come la nostra comunità, è da sempre un esempio di inclusione, accoglienza e integrazione», è il messaggio lanciato dal sindaco.Scuola e territorio chiamati al confrontoL'amministrazione comunale intende ora lavorare insieme alla scuola e alle realtà presenti sul territorio per promuovere iniziative rivolte soprattutto ai giovani.L'idea è quella di organizzare momenti di sensibilizzazione e confronto dedicati a temi come il rispetto, il dialogo e la convivenza, partendo proprio dalle situazioni che possono creare tensioni o difficoltà all'interno della comunità scolastica.Per Carillo, affrontare la vicenda attraverso il confronto non significa minimizzare quanto accaduto. Al contrario, l'intento dichiarato è quello di intervenire sul problema con attenzione e responsabilità, cercando di comprendere anche le dinamiche sociali e personali che possono coinvolgere gli adolescenti.«L'episodio non rappresenta Terzigno»Il sindaco ha infine rivolto l'attenzione alla dimensione più ampia della comunità. L'episodio, secondo Carillo, non deve essere utilizzato per attribuire un significato generale a una città o alla sua popolazione.«Si tratta di un episodio isolato che non rappresenta Terzigno né i valori della nostra comunità», ha affermato il primo cittadino.Nel frattempo, la vicenda resta al centro dell'attenzione della comunità scolastica. Il confronto tra istituzioni, scuola e famiglia potrebbe rappresentare uno dei prossimi passaggi per affrontare quanto accaduto e riportare la discussione all'interno di un percorso di ascolto e responsabilità, soprattutto nei confronti degli studenti più giovani.

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