Genero del boss ferito a colpi di pistola
il ferimento può essere maturato in un contesto diverso da un semplice tentativo di rapina
Proseguono le indagini sul ferimento di Francesco Petri, il 26enne raggiunto da un colpo d'arma da fuoco alla gamba nella serata di sabato e successivamente trasportato all'ospedale San Paolo di Napoli. La versione fornita dal giovane agli investigatori è attualmente al vaglio degli inquirenti, che non escludono scenari diversi rispetto a quello inizialmente raccontato. Secondo quanto riferito dal 26enne, tutto sarebbe accaduto in via Giustiniano, tra i quartieri di Soccavo e Fuorigrotta. Petri avrebbe dichiarato di essere stato avvicinato da due persone a bordo di uno scooter che avrebbero tentato di rapinarlo. Di fronte alla sua reazione, uno dei due presunti aggressori avrebbe estratto una pistola e sparato, colpendolo alla gamba sinistra prima di allontanarsi rapidamente.
Dopo il ferimento, il giovane avrebbe contattato la moglie chiedendole aiuto per raggiungere il pronto soccorso del San Paolo, dove è arrivato in condizioni giudicate non gravi. I medici hanno escluso complicazioni rilevanti e il 26enne non risulta in pericolo di vita.
La ricostruzione fornita dalla vittima, tuttavia, viene esaminata con particolare attenzione dagli investigatori del commissariato di Bagnoli, incaricati delle indagini. Alcuni elementi emersi nelle prime fasi dell'inchiesta avrebbero infatti spinto gli inquirenti ad approfondire ulteriori piste investigative, compresa l'ipotesi che il ferimento possa essere maturato in un contesto diverso da un semplice tentativo di rapina.
Francesco Petri è originario del quartiere Ponticelli, nella periferia orientale di Napoli, ed è legato da rapporti familiari ad ambienti criminali del territorio. Il giovane è infatti sposato con una figlia di Antonio D'Amico, conosciuto come "Fraulella", storico fondatore dell'omonimo gruppo criminale attivo nel rione Conocal.
Negli anni scorsi il suo nome era emerso anche nell'ambito di alcune indagini della Direzione Distrettuale Antimafia relative agli equilibri criminali della zona orientale della città. In particolare, nel 2024 era stato coinvolto in un'inchiesta contro il clan De Luca Bossa-Minichini, che aveva portato all'esecuzione di numerose misure cautelari per reati legati a traffico di droga, armi ed estorsioni. Successivamente, però, Petri è stato assolto dalle accuse contestate.
Gli investigatori stanno ora cercando di ricostruire con precisione i movimenti del giovane nelle ore precedenti al ferimento e di verificare eventuali collegamenti con dinamiche criminali ancora in fase di accertamento. Fondamentali potrebbero rivelarsi le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nell'area indicata dalla vittima, oltre alle testimonianze di eventuali persone che si trovavano in zona al momento degli spari.