Fuga di cervelli dal Sud, una legge per ridurre la migrazione
L’obiettivo dichiarato del progetto è quello di costruire un canale stabile di dialogo tra istituzioni e nuove generazioni
Una legge di partecipazione popolare per dare spazio alle nuove generazioni e contribuire alla costruzione di una nuova classe dirigente giovanile in Campania, con l’obiettivo di contrastare la fuga di talenti dal Mezzogiorno. È questo il tema centrale emerso dall’iniziativa “Adesso una nuova generazione per Napoli”, promossa dal consigliere regionale della Campania Davide D’Errico e svoltasi alla presenza di amministratori locali, rappresentanti di ordini professionali, realtà del terzo settore, esponenti del movimento giovanile e numerosi giovani provenienti da diverse aree della regione.
L’incontro ha rappresentato l’occasione per presentare pubblicamente la proposta di legge di partecipazione popolare denominata “Spazio ai giovani”, un progetto che punta a coinvolgere direttamente i cittadini nella definizione delle politiche rivolte alle nuove generazioni. L’iniziativa sarà accompagnata da una vasta campagna di ascolto che interesserà l’intero territorio campano attraverso l’attivazione di 100 punti di raccolta e confronto in altrettante piazze della regione.
Accanto agli incontri fisici, è prevista anche una piattaforma digitale attraverso la quale i giovani potranno contribuire in modo diretto avanzando proposte, segnalando criticità e indicando priorità su temi considerati centrali come lavoro, formazione, accesso agli spazi pubblici e partecipazione alla vita amministrativa e politica.
L’obiettivo dichiarato del progetto è quello di costruire un canale stabile di dialogo tra istituzioni e nuove generazioni, cercando di ridurre il divario tra le opportunità offerte nelle diverse aree del Paese e contrastando il fenomeno della migrazione giovanile verso il Nord Italia e l’estero.
«Un modo semplice per escluderci dal dibattito è scambiare tutto questo per giovanilismo – ha affermato il consigliere regionale Davide D’Errico – ma non è questa la nostra intenzione. Vogliamo dimostrare che il problema dello sviluppo nasce anche dal fatto che ai giovani non vengono aperte le porte. Stiamo perdendo ricchezza, competenze e futuro perché i nostri ragazzi sono costretti ad andare via».
Le parole del promotore dell’iniziativa hanno sintetizzato il senso politico del progetto, che punta a trasformare il coinvolgimento giovanile da semplice testimonianza a strumento concreto di partecipazione e proposta. Un percorso che, nelle intenzioni, dovrebbe culminare in una legge regionale capace di strutturare in modo permanente il dialogo tra istituzioni e nuove generazioni.
Nel corso dell’incontro è emersa inoltre la volontà di estendere la fase di ascolto a diverse realtà territoriali, coinvolgendo scuole, università, associazioni e reti civiche, con l’obiettivo di raccogliere contributi il più possibile rappresentativi delle esigenze dei giovani campani.
Un’iniziativa che si inserisce nel più ampio dibattito sulle politiche di sviluppo del Sud e sulla necessità di creare condizioni più favorevoli alla permanenza e alla crescita professionale delle nuove generazioni nei territori di origine, riducendo il progressivo impoverimento di competenze che da anni interessa la Campania e altre regioni meridionali.