Vodka nella borraccia in gita, una 15enne in coma etilico
Dopo aver perso i sensi la giovane è stata soccorsa e trasportata in ospedale
Momenti di grande apprensione durante un viaggio d’istruzione dell’istituto Corridoni-Campana in Puglia. Nella notte tra martedì e mercoledì, mentre la comitiva si trovava a Ostuni, una studentessa di 15 anni ha accusato un malore dopo aver assunto alcol, finendo in coma etilico nella stanza dell’albergo. Secondo quanto ricostruito, la ragazza avrebbe eluso i controlli travasando una bevanda alcolica, a base di vodka, all’interno di una borraccia per non destare sospetti. Insieme ad alcuni compagni avrebbe cercato di trascorrere una serata diversa, approfittando del clima più leggero tipico delle gite scolastiche, ma la situazione è rapidamente degenerata.
Dopo aver perso i sensi, la giovane è stata soccorsa e trasportata in ospedale. L’intervento è stato attivato dai docenti accompagnatori, uno dei quali è rimasto al suo fianco per tutta la notte fino al miglioramento delle condizioni. I genitori, avvisati dell’accaduto, sono partiti per raggiungerla e l’hanno poi riportata a casa il giorno successivo.
L’episodio ha riacceso il dibattito interno alla comunità scolastica sull’organizzazione dei viaggi di istruzione. Alcuni genitori sottolineano da tempo la necessità di criteri più chiari nella scelta dei docenti accompagnatori e nella gestione delle attività, evidenziando possibili criticità che, a loro dire, potrebbero incidere sulla qualità complessiva dell’esperienza formativa.
A rispondere alle polemiche è stata la dirigente scolastica Milena Brandoni, che ha ribadito il valore educativo dei viaggi: «Rappresentano un elemento fondamentale del nostro progetto formativo, insieme ad iniziative come Erasmus+ e altre attività europee. Servono a far crescere i ragazzi sotto ogni punto di vista». La preside ha inoltre spiegato che i docenti partecipano su base volontaria e nel rispetto delle norme, garantendo la presenza di un accompagnatore ogni 15 studenti.
La famiglia della studentessa, nel frattempo, ha contattato la scuola scusandosi per quanto accaduto, riconoscendo l’errore della figlia. Nei confronti degli studenti coinvolti sono stati adottati provvedimenti disciplinari individuali, con l’obiettivo di responsabilizzare ciascuno rispetto al proprio comportamento.
La dirigente ha infine sottolineato come episodi simili non dovrebbero verificarsi, pur ricordando che la scuola, pur impegnandosi nella vigilanza, non può sostituirsi completamente al controllo delle famiglie o delle autorità.